Associazione Turistica Pro Loco Caronia
Piazza S. Francesco
98072 - Caronia (ME)
Tel/fax 0921 33 24 33
Presidente
Casimiro Di Paola

Veduta panoramica di Caronia

Caronia - Cenni storici

Caronia è una cittadina di antiche origini, che sorge sulla sommità di due basse colline che estreme propaggini dei Monti Nebrodi, si allungano morbide e verdi verso il mare. Le prime notizie della presenza del nucleo abitato risalgono al VIII secolo a.C.

Casella di testo:    Ducezio

Secondo o storico Diodoro Siculo a fondare questa antica città fu Ducezio , re dei siculi, nel 447 a .C. di ritorno dall'esilio di Corinto osservando le disposizioni di un oracolo divino. Il suo fondatore le diede il nome di “ Kalè Actè ” che significa “bella costa”. Calacte sorgeva ad est del torrente Caronia e si estendeva nella zona collinare compresa tra la spiaggia e il colle dove sorge l'odierno paese, includendo le contrade Suvarita, Sant'Anna e Santo Todaro. Durante il periodo greco romano fu un centro rigoglioso e fiorente, si narra, che la città era adornata da templi, ville ,che coniavano proprie monete con le effigi di Dionisio , Apollo e Eracle , e da un porto molto importante sito a Punta Lena in corrispondenza del Pantano, che allora era completamente svuotato.

A testimoniare ciò (la prosperità ed il carattere greco di Calacte) fu proprio il ritrovamento delle monete, tutte risalenti al periodo 241- 210 a .C. , di resti archeologici e di altre notizie documentate.

L'importanza che la città  e la strada costiera avevano in età romana è testimoniata dal ponte Aureliano su fiume Caronia, ubicato a breve distanza dalla foce. Risale all'epoca imperiale (II-III secolo d.C.) ed è a tre arcate di cui quella centrale è crollata.

A partire da questo periodo, e per tutti i secoli della dominazione bizantina ed araba, non si hanno più notizie né sulla fine di Calacte né sull'origine precisa di Caronia.

Il cronista arabo-siculo Diacono assicura che Caronia è sorta in seguito alla distruzione di Calacte, per opera dei saraceni (intorno all'anno 1000 d.C.), i quali la rasero al suolo, trucidarono gli abitanti e fecero bottino di oro e argento.

E' probabile che alcuni abitanti sfuggirono al massacro rifugiandosi nel bosco e successivamente sul colle, detto del Fulmine, costruirono il primo nucleo di Caronia intorno al 960 (?).

Per avere le prime notizie su Caronia bisogna giungere all'età normanna e precisamente al geografo arabo Idrisi. Egli così descrive Caronia nel suo trattato "il libro di Ruggero":  "alla distanza di dodici miglia (da Tusa) s'incontra Qaruniah con cui ha inizio la Val Demone ; è un'antica roccaforte e - in essa - sorge una fortezza di nuova costruzione (si riferisce al castello). Possiede giardini, acque, viti, alberi ed è dotata di un porto: qui si tendono le reti per la pesca dei grandi tonni".

Durante il dominio normanno, Caronia seguì la sorte di gran parte dei feudi siciliani, passando sotto la giurisdizione delle più importanti famiglie del tempo, dai Ventimiglia , ai Palci , agli Aragona , ai Rosso di Collessano , ai Cadorna ed infine nel 1544 ai Pignatelli la quale detenne i privilegi fino all'abolizione della feudalità.

Nell'immediato dopoguerra, a seguito di dure lotte, oltre tremila ettari di latifondi furono divisi ai cittadini, mentre il castello con tutte le terre annesse furono venduti dai Pignatelli alla famiglia Castro di Palermo, tuttora proprietari.

Il comune non avendo uno stemma proprio ha adottato quello dei Pignatelli, famiglia di origine longobarda e di stirpe regia, “l'arme di questa illustre famiglia sono tre pignatelli fumigati neri in campo d'oro”.

Feste e tradizioni a Caronia

 

FESTE RELIGIOSE

 

La FESTA di San Biagio , patrono del paese, 3 febbraio e seconda domenica d'Agosto (per effettuarla in coincidenza con la maggiore presenza di cittadini emigranti) con una solenne e suggestiva processione che trasforma le vie e le piazze di Caronia in un immenso palcoscenico naturale dove la gente è protagonista e spettatore.

Dalla chiesa, la vara con la sacra immagine è condotta a spalla per le strade cittadine da uno stuolo di portatori. Al fercolo di San Biagio vengono offerti ex-voto grandi dolci mandorlati.

Di San Biagio si sa poco o niente. A lui gli viene attribuita la guarigione miracolosa di un bimbo che stava per morire soffocato da una lisca di pesce. Per questo fu proclamato protettore dei malati di gola.

Questa festa è molto sentita dai caronesi che nutrono una particolare devozione per il loro patrono.

 

La FESTA di San Giuseppe , 19 Marzo, “ Tavulata di San Giuseppe ”:è usanza al fine di soddisfare un voto fatto al santo organizzare un pranzo, dove vengono invitati i ragazzi del paese.

Il pranzo si svolge seguendo determinate regole:

 

•  Il numero dei commensali deve essere dispari e uno di loro deve chiamarsi Giuseppe;

•  Il pranzo ha inizio quando davanti o nei pressi della casa passa la processione dietro la statua di San Giuseppe;

•  Vengono servite nove pietanze alle quali viene stabilito un ordine che è inverso di quello normale. Si comincia con il pane e l'arancia; sarde ripiene, ricotta fritta e baccalà fritto; baccalà a “ ghiott a”; carciofi ripieni; tagliatelle con ceci; “ sfinci ” di San Giuseppe o “ pasta tennira ”. Gli invitati sono obbligati ad assaggiare tutte le pietanze e a portare a casa ciò che non hanno consumato, per questo scopo devono andare al convivio forniti di vari piatti.

 

Il VENERDI' SANTO , si svolge per antica tradizione con la processione dei Misteri (Gesù nell'orto; Gesù alla colonna; Ecce Homo; Gesù che porta la croce), del simulacro del Cristo morto e della Madonna Addolorata, seguito da quasi tutta la comunità, comprese le autorità laiche in forma ufficiale e dalla banda musicale che esegue marce funebri.

La processione inizia alle ore venti dalla Chiesa Madre dove, davanti alla porta, attorno alla “vara” della Madonna Addolorata si leva il primo “cantu”, lo “ Stabat mater ”, un canto, preghiera e piano straziante, eseguito da un solista ed accompagnato da alcuni fedeli che fanno eco al doloroso canto, dedicato alla Madre di Cristo. Del canto liturgico, scritto in latino, e che è attribuito al poeta Jacopone da Todi, viene eseguita solo la prima strofa.

Questo canto, molto atteso e sentito da parte della popolazione, sarà ripetuto altre volte durante il percorso professionale e precisamente a “Porta Torre”, dove esisteva la Chiesa della Madonna dell'Idria, nella piazza principale, vicino alla Chiesa di San Biagio, in Via Calacta dove c'era la Chiesa di San Antonio Abate e dove attualmente esiste un'immagine votiva dell'Addolorata ed in fine in Piazza S Francesco dove è sita l'omonima chiesa.

In fine la processione rientra nella Chiesa Madre dove inizia la veglia funebre del Cristo morto.

 

La FESTA del Crocifisso o “ U Signori ra Marina” , 3 maggio e 14 settembre. Il venerato crocifisso della Chiesa dell'Annunziata viene portato in processione sulla strada che collega la cittadina alla Marina, e dato i consegna ai fedeli che ne prenderanno cura nel tempo di permanenza nella propria Chiesa.

Il tre maggio il SS crocifisso viene prelevato dalla chiesetta della SS. Annunziata e, dopo che è stata impartita la benedizione al borgo, ai suoi abitanti e alle barche dei pescatori, viene portato in processione lungo la strada provinciale che conduce a Caronia.

Giunti in una località chiamata San Leonardo (“Sanlunardu”) il SS Crocifisso viene consegnato al parroco e alla comunità montana che lo reca in processione per le vie del paese fino alla periferia dove si benedicono le campagne e si prega per invocare un buon raccolto.

La processione si conclude nella Chiesa Madre dove il SS Crocifisso viene collocato e dove vi resterà fino al 14 settembre; in tale giorno il rito viene ripetuto con percorso inverso, poiché spetterà agli abitanti di marina riaverlo e custodirlo nella loro chiesetta fino al maggio successivo.

 

La FESTA della Madonna del Tindari , ultima domenica di maggio. In C/da Ricchiò ( 3 Km .) si trova la cappella in onore della Madonna del Tindari. La processione parte dalla Chiesa di San Biagio e arriva in C/da Ricchiò dove viene celebrata la messa. La festa continua con lo svolgimento di giochi, come la corsa col sacco,ecc.

 

CORPUS DOMINI , impegna la comunità caronese per una settimana. L'Ostia consacrata in un prezioso Ostensorio e sotto un caratteristico balconcino, della Chiesa Madre, viene portato in processione nei vari quartieri del paese, dove, per tale occasione, gli abitanti allestiscono variopinti altarini, facendo uso delle migliori coperte, tappeti e lenzuola ricamate, che il prete benedice recitando delle preghiere insieme ai fedeli.

Si usa spargere molti fiori lungo il percorso e al passaggio della processione.

LA FESTA dell' Annunziata , 25 marzo e la prima domenica d'agosto. La Madonna SS Annunziata su una “vara” donata dai marinai caronesi emigrati in america viene portata in processione per le vie del paese.

In estate il sabato che precede la festa si svolgono una serie di giochi come il " gioco delle pentole", "l'antenna a mare"…

La domenica la processione non si svolge solamente per le vie cittadine ma anche via mare, e si assiste alla benedizione delle barche e dei pescatori.

 

FESTE CIVILI

 

Il Raduno Bandistico o Memorial Nino Merlino , si svolge in data da stabilire nella seconda settimana di agosto . Sono invitate bande di tutti i paesi che sfilano per le strade di Caronia dopo aver ricevuto la benedizione durante la messa. Durante la serata le bande si esibiscono in un concerto e a seguito del quale avviene la premiazione, sono consegnate targhe ricordo per ringraziare tutti i partecipanti.

 

Manifestazione “Caro Olio” , giunta alla V edizione, che premia e mette in risalto la produzione olivicola di Caronia e dei Nebrodi. La manifestazione, patrocinata e inquadrata nelle iniziative del circuito nazionale “città dell'olio”, ha riscosso notevole successo nella zona, spronando gli olivicoltori a migliorare il loro prodotto.

 

MANIFESTAZIONI ORGANIZZATE DALLA PRO LOCO

 

SAGRA del “ PETTINE . Si svolge il 10 agosto per la notte di S. Lorenzo. I pescatori del luogo forniscono il pesce pescato che sarà cucinato alla brace e servito insieme al vino locale a tutti coloro che partecipano alla sagra.

 

SAGRA “ RU PANI CUNZATU , nel mese di agosto, viene offerto ai cittadini ed ai visitatori il pane condito con l'olio caronese ;

 

SAGRA “ PORCELLI e PORCINI , secondo sabato del mese di Ottobre, vengono offerti ai cittadini ed ai numerosi visitatori assaggi di carne del suino nero dei Nebrodi, risotto ai funghi porcini e la polenta con lo spezzatino preparata da un delegazione di abitanti del Comune di Courmayeur , il tutto è accompagnato dal vino rosso locale

Tutte le manifestazioni della Pro loco hanno come obiettivo quello di promuover e valorizzare i prodotti locali.

 

Artigianato

Estrazione del Sughero

Anche la sughera (Quercus suber), come il leccio,è una quercia sempreverde. La sua corteccia (sughero)arriva a spessori notevoli e conferisce alla pianta uno straordinario isolamento termico difendendola dal fuoco. L'estrazione del sughero avviene nei mesi estivi (giugno-luglio), solo da tronchi e rami robusti che, denudati, appaiono rosso-cannella. Ogni 8-14 anni si riforma la spessa corteccia spugnosa.

Produzione del carbone

 

Un'attività antica ed ancora presente nel Parco ha legato l'uomo ai boschi dei Nebrodi: la produzione del carbone. È un'arte complicata e misteriosa, che ormai conoscono pochi. Il carbonaio prepara i “fussuna” scegliendo la legna e selezionandola in rapporto alla grossezza e alla lunghezza, la sistema in cataste e la ricopre di terra umida e foglie. Dopo l'accensione della carbonaia, vigila attentamente giorno e notte, guarda il fumo che esce ed ascolta gli scricchiolii per capire se la cottura sta avvenendo in modo uniforme. Dopo circa due settimane, finito il fumo, il carbone è pronto.

Nel territorio del comune di Caronia l'Ente Parco ha realizzato il sentiero tematico del carbone . Esso ripropone i momenti fondamentali del ciclo di produzione del carbone. Il sentiero parte da Portella dell'Obolo, si addentra nel bosco della Moglia e snoda attraverso le aie carboniliche (aree destinate alla realizzazione dei “fussuna”).

 

Piatti tipici

 

a Cuccia , tipico piatto che si è soliti fare per S. Lucia (protettrice della vista). Come vuole la tradizione, giorno 13, giorno di S. Lucia il frumento prenderà le sembianze di tanti occhi e solo allora è possibile cucinarlo.

 

Dolci tipici

Bra Nobis ” (dolce tipico natalizio, sono dei biscotti ripieni di fichi secchi, noci, mandorle, buccia di mandarino, amalgamati nel vino cotto);

Varati cu l'ova ” (dolce tipico pasquale a base di farina, lievito naturale e strutto, vengono confezionati nelle graziose forme di colombelle, cavallucci e panieri);

Sfinci ri San Giuseppe ” (dolce che tradizionalmente chiude il pranzo dei “virginieddi”, i bambini invitati alla “Tavulata di San Giuseppe” );

a Rucci i Miennula (dolci di mandorla): dolci che accompagnano le nostre tavole nel periodo natalizio.

a Cuddura di San M'Brasi ”, le ciambelle di torrone ,dolce tipico che viene preparato per la festa del patrono.

a farinata ri Mustu o Mostarda ”, preparata con il mosto.

 

Prodotti tipici

 

La ricotta ;

La Provola ” (caciocavallo modellato generalmente a forma di provola, a volte anche a forma di “ palummeddi ” e “ cavadduzzi ” , un tempo regalo lusinghiero per le fidanzate e per i bambini);

Il Vino Fontanazza ”;

 

QUALITA' DELL'OLIO:

 

Ogliarola Messinese , fa parte della Cultivar da Olio (usata per l'estrazione dell'olio)

(sinonimi: Calamignara, Oliva di Termi, Oliva Grossa, Oliva di Castru, Paturnisa, Terminisa, ecc)

Di buona adattabilità alle diverse situazioni pedologiche, fornisce ottime prestazioni produttive, anche se alternati, nelle situazioni ottimali di coltivazione. È molto sensibile agli attacchi della mosca e al cicloconio.

La varietà ha elevate rese in olio che possono arrivare al 25%. L'olio è molto apprezzato dai consumatori per i caratteri aromatici.

Presenta poco amaro e piccante, può avere una punta di dolce. All'olfatto presenta in genere un fruttato di media intensità, con sentore di oliva verde e foglia.

Per la sua dimensione la druppa è sfruttata per la produzione di olive da mensa. È lavorata in verde col sistema al “naturale”(che consiste nel deamarizzare e conservare le olive con i I sale), cui si aggiungono aromi di piante officinali, oltre che in nero.

 

Santagatese

(sinonimi: Comune, Mantonica, Mezzano, Rizza, Oliva d'ogghiu, Palermitana)

la varietà si adatta sufficientemente nelle zone esposte ai venti freddi e salsi. Non è molto sensibile alla mosca, contrariamente al cicloconio verso cui è sensibile. La produttività e la resa in olio (>20%) sono elevate.

Quest'ultima fa parte anche della Coltivar a duplice attitudine, cioè viene utilizzata sia per l'estrazione dell'olio che per il prodotto da mensa).

 

I Funghi

Tra i funghi che si possono ritrovare nei nostri boschi i Caronesi raccolgono e consumano i seguenti:

•  porcino comune ( Boletus edulis ) "funcia 'i castagna";

•  ovulo buono ( Amanita caesarea ) "funcia a uovu";

•  porcino nero ( Boletus aereus ) "purcinu";

•  porcino baio ( Boletus badius, chrysenteron, versicolor e granulatus ) "funcia rusedda";

•  mazza di tamburo ( Lepiota procera ) "funcia pannita";

•  prataiolo ( Psalliota campestris ed arvensis ) "niputedda";

•  chiodini ( Armillaria mellea ) "funci 'i zuccu";

•  gallinaccio ( Cantharellus cibarius ) "gallinacci";

•  ditola gialla ( Clavaria aurea ) "funcia bruocculu";

•  agarico geotropo ( Clitocybe geotropa ed infundibuliformis ) "funcia 'i filera";

•  tartufo (genere tuber ) "tirittuffitu";

•  vescia di lupo (genere Lycoperdon ) "piritu 'i lupu".

Turismo a Caronia

CASTELLO NORMANNO:

A dominare il mare e le colline, l'abitato e la valle, vi è il Castello che è tra i più pregevoli monumenti cittadini. Attualmente proprietà privata della famiglia Castro di Palermo, fu edificato probabilmente al tempo di Re Ruggero , intorno al 1130, ed è considerato un valido esempio dell'eleganza che caratterizza le costruzioni di epoca Arabo-Normanna. Il complesso, nei lati nord-ovest e sud è delimitato da una cinta di mura con torri difensive e presenta una forma pressoché triangolare che si restringe verso ovest.

Oggi, la cinta muraria di maggiori dimensioni, risulta completamente inglobata nelle abitazioni del paese.

All'interno delle mura è situato il “palazzo” a due piani di forma rettangolare, dove il primo piano, privo di finestre, era destinato all'ingresso e al deposito di merci, mentre il piano superiore alle abitazioni.

L'accesso al castello, situato, come in origine, sul versante orientale del perimetro murario, in quanto solo da questa parte la confermazione del terreno consente l'accesso al colle, è assicurato da uno splendido portale in stile rinascimentale, ma di epoca ottocentesca, con il blasone dei Pignatelli in evidenza. Quest'ultimo, è sovrapposto al portale originale caratterizzato dalle dimensioni maggiori, dall'arco a sesto acuto e dalla cornice a ghiera doppia.

Al Castello appartiene una cappella, riportata alla luce intorno al 1965 durante i lavori di restauro fatti eseguire dall'avvocato Castro, la quale è considerata uno dei pochissimi esempi in Sicilia di cappelle normanne a tre navate.

La centrale quasi doppia delle laterali con pilastri a base rettangolare, chiuse da tre piccole absidi semicircolari, originale architettura riconducibile a motivi e stili tipici delle chiese basiliano - normanne che richiamano alla mente la cappella Palatina del Palazzo reale di Palermo.

Nell'abitato sono ancora visibili la base di una torre posta a base dell'ingresso principale della cittadina, ed un arco detto "saraceno".

 

LE CHIESE

 

La Chiesa Madre dedicata a San Nicolò di Bari , Vescovo di Mira, (nel vicino Medio Oriente) fu edificata dagli abitanti caronesi 1178 e riedificata nel 1685.

L'edificio sacro, in epoche diverse, è stato più volte rimaneggiato. Della struttura originaria si conserva il caratteristico campanile in arenaria e laterizi.

All'esterno si apprezza un raffinato portale in pietra con arco a pieno sesto, poggiante su due piedritti, probabilmente realizzato da maestranze locali. A sovrastare l'arco è una statua di piccole dimensioni collocata in una caratteristica nicchia.

Nel 1753 il pittore Michele Latino decorò in stile "Rococò" la volta dell'Abside, e nel 1754, il pittore Biagio Ferro, iniziò la pittura della volta che fu poi completata dal pittore Antonio Petringa.

All'interno della chiesa, caratterizzata da una sola navata, si conservano n° 5 quadri su tela, di pregevole fattura che risalgono al 1700 e, in nessuno di essi, vi è apposta la firma dell'autore. Essi raffigurano (da sinistra a destra entrando):

1. San Francesco di Paola nell'atto di attraversare lo stretto di Messina sul suo mantello;

2. la Sacra Famiglia e San Gioacchino e Anna;

3. la Gloria di San Nicolò di Bari;

a destra:

1. la Sacra Famiglia con Gesù e San Giovanni Battista;

2. Sant'Ignazio di Loyola e San Francesco Saverio, con in alto l'Arcangelo Gabriele nell'atto di precipitare nell'inferno gli Angeli ribelli. In basso, a sinistra, si intravede uno scorcio di Caronia.

Ed inoltre, vi è custodita la Madonna dell'Idria.

In questi ultimi anni sono stati eseguiti interessanti lavori che hanno riportato i muri perimetrali all'originale pietra viva, ed è stata rifatta per intero, la copertura esterna, onde evitare infiltrazioni di acqua che in passato hanno danneggiato la volta. Tali lavori sono stati finanziati dall'assessorato ai lavori pubblici di Palermo, sotto la direzione dell'architetto Liuzzo. Anche il pavimento è stato rifatto dando alla Chiesa un aspetto nuovo e dignitoso.

 

 

La Chiesa San Biagio , si affaccia sulla piazza principale del paese, è dedicata al Vescovo martire protettore di Caronia.

Dall'aspetto semplice è moderno, al suo interno custodisce opere settecentesche come la statua di San Pietro al quale in passato era dedicata la chiesa, quella di San Biagio, la statua dell'Immacolata Concezione, la statua di San Giuseppe e un dipinto raffigurante la Deposizione realizzata dall'artista Domenico Ferrandini nel 1771.

Nella parte esterna, a sovrastare il portone d' ingresso vi è una statuetta raffigurante San Biagio.

Nella parte alta della Chiesa a sinistra è stato posto il macchinario dell'orologio pubblico che si trovava un tempo nel campanile della Chiesa della Madonna Dell' Idria che sorgeva dove ora è stato costruito il Municipio.

Oggi questo macchinario non viene più utilizzato, in quanto i rintocchi delle campane, poste nel campanile, vengono gestiti dal computer.

 

La Chiesa di San Francesco , situata nell'omonima piazza è tra le più antiche del paese, venne infatti edificata nel 1579. Dallo stile semplice ed essenziale, originariamente era la cappella annessa al convento dei Frati Minori Osservanti di San Francesco, che dimoravano nel piccolo “convento di sei celle a piano terra”, sita

all'interno della villa Castro, era anche detta “il Ritiro”, poiché i caronesi solevano assistere agli esercizi spirituali.

Purtroppo della Chiesa non si hanno molte notizie, e del complesso conventuale ,andato distrutto nel 1848, rimangono tracce soltanto nei documenti.

All'interno della chiesa si conservava un bellissimo dipinto ad olio, di datazione e autore incerto, raffigurante “L'annunciazione della Madonna”, restaurato nel 1878, oggi custodito nella chiesa Madre.

All'interno di questa chiesa viene onorato S. Atontonio di Padova, al quale i devoti dimostrando una dedizione e un affetto particolare, con manifestazioni religiose molto sentite e partecipate.

Recentemente, la comunità cattolica di Caronia volle la sua restaurazione che avvenne nel 1999 grazie all'interessamento dell'Arciprete Calogero Caputo e alla generosità dei fedeli, alcuni dei quali hanno donato i banchi e i lampadari come devozione verso questa chiesa; che purtroppo però per carenza di fondi non è potuta tornare al suo antico splendore.

Attualmente in questa Chiesa il pomeriggio del Venerdì Santo vengono abbelliti i Misteri con fiori e i cosiddetti “Laureddi”.

 

La Chiesa della Madonna Annunziata , sita nella frazione di Marina, fu edificata nel XII secolo per volontà della regina Costanza D'Altavilla, madre del futuro imperatore Federico II, scampata miracolosamente ad un naufragio nei pressi della costa calactina ,vi approdò salva e per ringraziare la Madonna Annunziata, che aveva invocato, commissionò la realizzazione della piccola chiesetta a Lei intitolata.

La tradizione di invocare Maria SS Annunziata nei momenti di pericolo in mare è testimoniata dai numerosi ex voti che si conservano nella sacrestia.

Attualmente la chiesetta si presenta divisa in tre navate di cui quella centrale è più ampia e in fondo alla quale si trova l'altare principale. Le due navate laterali sono più strette e più corte; lateralmente è stata realizzata la sagrestia con gli annessi locali parrocchiali disposti su due piani. Nel suo interno sono custodite poche cose ma talune di ragguardevole valore artistico, storico e sociale: un olio su tela di discrete dimensioni e di notevole fattura realizzata nel XVII secolo da Gioacchino Martorana (encomiabile artista appartenente alla cosiddetta "Scuola Siciliana") avente per oggetto l'Annunciazione a Maria da parte dell'Arcangelo Gabriele, la quale subì un rifacimento nel 1918 ed ultimamente è stata restaurata e portata allo stato originario; quattro piccoli dipinti ex voto donati e realizzati da marinai e pescatori (datati fra il 1879 ed il 1906) con pittura ad olio o tempera ed acquerello su tela ed uno su lamina zincata.

Inoltre, degno di particolare attenzione è Gesù Crocifisso "U Signuri ra Marina" sulla cui realizzazione ed arrivo presso la comunità parrocchiale non si sa quasi nulla;

 

TORRE

Sulla costa invece, in località Torre del Lauro , si erge discreta un'antica torre di avvistamento. Di epoca cinquecentesca, si presume che fu costruita intorno al 153-86, la costruzione probabilmente faceva parte di quel sistema di torri di guardia che si sviluppava lungo le coste siciliane a difesa delle frequenti incursioni piratesche.

Essa avrebbe dovuto corrispondere , a ponente, con la guardia al castello di Caronia e , a levante, con una torre di dubbia esistenza posta alla “Lena del Furiano”.

Si sostiene che un segnale inviato da una torre impiegasse circa tre ore per completare il perimetro dell'isola.

Era di pertinenza della deputazione, munita di artiglieria e soldati, sotto la soprintendenza dei giurati di Caronia.

 

PALAZZI

 

Palazzo Cangemi che ospita la biblioteca e la pinacoteca comunale d'arte contemporanea . Aperto al pubblico dal Lunedì al Venerdi, mattina dalle 09:00-12:30 pomeriggio dalle 15:00-18:00 ingresso libero.

 

PARCHI

 

Parco naturale dei Nebrodi:

Istituito il 4 agosto 1993 , con i suoi 85.687 ettari di superficie, situato sui Monti Nebrodi, nella parte nord-orientale della Sicilia, tra le province di Messina, Catania ed Enna, rappresenta la più grande area protetta della Sicilia e tra le più estese d'Europa.

Ricchissimo di foreste e d'acqua, rappresenta una barriera naturale che determina manifestazioni climatiche diverse: a nord presenta un aspetto più umido e verde; a sud l'ambiente è più asciutto, quindi più brullo. È caratterizzato da foreste, laghi e pascoli.

L'esistenza delle valli longitudinali consente il mantenimento di condizioni climatiche ormai scomparse in altre parti della Sicilia, grazie alle quali sopravvivono specie rarissime di animali invertebrati.

Il parco è diviso in 4 zone, indicate da cartelli contrassegnati con le prime lettere dell'alfabeto. Zona A, B,C,D.

 

LA FLORA (presente nel territorio di Caronia)

 

Lungo i 20 chilometri di costa e fino ai 1686 metri di Pizzo Fau si susseguono moltissime specie botaniche, dalla macchia mediterranea ai sughereti, fino alle faggete. L'interesse dei naturalisti si concentra soprattutto sul tasso baccato (Taxus baccata): è la specie più antica del Parco, una pianta molto longeva che può viver anche per 2000 anni. Nel territorio di Caronia c'è l'unica Tassita siciliana: un bosco suggestivo che ricorda le foreste del Nord Europa per le ombre, le nebbie e i folti tappeti di muschio. I suoi frutti rossi (arilli) contengono tassina, sostanza velenose che un tempo veniva adoperata per “attassare” le anguille nei fiumi (cioè per stordirle).

Il territorio caronese offre comunque tanti altri aspetti affascinanti per gli amanti della natura, non ultimi dei piccoli specchi d'acqua, quale il lago Zilio .

 

LA FAUNA (presente nel territorio di Caronia)

 

Un ambiente così ricco è un luogo ideale non solo per la flora, ma anche per molte specie animali ormai scomparse altrove, come l'istrice e il gatto selvatico.

•  Il cavallo Sanfratellano, anche se battezzato con il nome del vicino centro di S. Fratello, si alleva e, soprattutto, si riproduce anche sul territorio di Caronia. Introdotti occasionalmente dai normanni in tutta la fascia tirrenica, al momento del loro sbarco in Sicilia, i cavalli furono abbandonati nei boschi quando quelli furono costretti alla ritirata.

Qui, gli animali, adattatisi all'ambiente ed all'alimentazione dei Nebrodi, mutarono le originali caratteristiche somatiche, dando origine a questa razza forte e docile che, qui, costituisce la colonia di cavalli bradi più vasta d'Europa .

 

•  Il suino nero , razza indigena, viene allevato allo stato brado. Con il suo robusto grugno scava il terreno alla ricerca di cibo (germogli, ghiande, tuberi e bulbi) e può provocare gravi danni al sottobosco. È capace di adattarsi, sopravvivendo in qualsiasi clima. Le sue carni, saporite e povere di grassi, sono utilizzate per la produzione.

 

 

ELEMENTI STORICI ARCHITETTONICI (presente nel territorio di Caronia):

•  L'antica Abbazia di S. Pancrazio , si tratta di un monastero basiliano edificato dai bizantini durante il periodo di ellenizzazione della zona compresa tra il fiume di Tusa e il torrente di Furiano (VII secolo).

L'Abbazia sopravvisse all'invasione araba, venne riedificata e posta sotto l'influenza dei monaci benedettini dal conte Iugero dopo avere cacciato i Saraceni da S. Fratello e da Caronia (battaglia di Cerami 1063).

Nell'anno 1130 fu sottoposta alla giurisdizione dell'Archimandritato di Messina. Dalle relazioni dei visitatori Regi risulta che nel secolo XVI della chiesa esistevano soltanto i ruderi.

Oggi si trova inclusa nell'adiacente masseria, dopo i lavori di consolidamento e in parte di ricostruzione, è difficile individuarne l'aspetto originario .

 

•  La “ Casina di Pietratagliata, tipico esempio di architettura aristocratico-rurale dei primi del ‘900 , costruita utilizzando pietra locale e destinata a residenza nobiliare estiva.

 

Il LOGO DEL PARCO

 

Creato dall'architetto Marco Pennini, rappresenta con una efficace stilizzazione grafica del patrimonio, il faggio il cui fusto ad “N” indica l'iniziale di “Nebrodi”

 

Il parco dei Nebrodi è nato per proteggere i meravigliosi ambienti naturali del suo territorio, prima che l'uomo potesse distruggerli. Grazie al Parco, piante ed animali si conservano e si diffondono nei territori circostanti, contribuendo a ricostruire l'aspetto naturale della Sicilia.

 

Terrazze panoramiche

 

Percorrendo la strada provinciale verso la Marina si incontra dopo Km. 0,9 il Belvedere “Cinquegrana” con vista sul mare; più esteso il panorama del Belvedere “Santuzza” (Km. 2): lo sguardo abbraccia la costa della Marina fino a Capo D'Orlando e l'arcipelago delle Eolie.

Come raggiungere Caronia

Autostrada

 

Autostrada Messina - Palermo A20:

da Messina uscita allo svincolo di Furiano, proseguire per la S.S. 113 direzione Torre del Lauro, seguire indicazioni fino al bivio di Caronia (Km 10 c.).

Dal bivio Caronia dista solo 4 Km .

 

Autostrada Palermo - Messina A20:

da Palermo uscita S.Stefano di Camastra, proseguire per la S.S. 113, seguire indicazioni stradali fino al bivio di Caronia (Km 10 c.). Dal bivio Caronia dista solo Km 4.

 

Stazione ferroviaria

 

Stazione di Caronia Marina, tel. 0921 335418

Treni regionali assicurano i collegamenti con Messina e Palermo. Dalla stazione Caronia è raggiungibile utilizzando efficienti servizi pubblici di collegamento.

 

Aeroporti

Aeroporto di Palermo “Falcone Borsellino” (Km. 150 c.);

 

Aeroporto di Catania “Fontana Rossa”, (Km. 230 c.);

 

 

Distanza chilometriche dai principali luoghi

 

Caronia (C.A.P. 98072) dista Km. 126 c. da Messina, Km 120 c. da Palermo, Km. 216 c. da Catania, Km. 205 c. da Agrigento, Km. 151 c. da Caltanisetta, Km. 159 c. da Enna, Km. 312 c. da Ragusa, Km. 280 c. da Siracusa, Km. 228 c. da Trapani, Km. 50 c. da Cefalù, Km. 10 c. da S. Stefano di Calastra, Km. 15 c. da Acquedolci, Km. 37 c. da S. Fratello, Km. 27 c. da S. Agata Militello, Km 37 c. da S. Marco D'Alunzio, Km. 44 c. da Capo D'Orlando, Km. 99 c. da Milazzo;

 

SERVIZI TRASPORTI

 

Autobus : SBERNA VIAGGI AUTOLINEEE E NOLEGGIO, S' Agata Militello,

Piazza Duomo 51 - tel. 0941 701029

 

Taxi : servizio taxi e noleggio di Zito Calogero, V. Enrico Dandolo,2 - tel. 0921335367

 

Autonoleggio

 

Russo Calogero Via Pietro Ma scagni, 4 - Acquedolci - tel. 0941 726331;

 

Noleggio auto, pulmini e pulmans di:

Calamunci & Giardina Via Kennedy, 58 - Caprileone - tel. 0941 421045

 
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