Associazione Turistica Pro Loco Ficarrese
Via Madre Chiesa, 17
Ficarra (Me)
Tel/fax 0941582730
Presidente
Giuseppe Ricciardo
Dati Città:
Nome Citta':Ficarra
Sindaco: Ing. Basilio Ridolfo
Tel. Comune: 0941/582666-582667-582668    o   0941/582132    Fax: 0941/582037
E-mail Comune: info@ficarra.it
POPOLAZIONE: 1803 abitanti
ALTITUDINE: 450 slm
ESTENSIONE: 18,64 Kmq
Superficie: 1862 Ha
 
Ficarra - Cenni storici

  Su delle verdi colline nebroidee, sorge Ficarra, il cui tessuto urbanistico è di chiara origine medievale. Secondo Diodoro Siculo il primo villaggio nel territorio ficarrese, “Pallisa” (in onore della dea Pallade), fu fondato dai Fenici. In seguito furono forse i greci a riedificare il villaggio sulla collina di “Strummuli”, i cui ritrovamenti  lasciano presagire la presenza di una necropoli scomparsa. Non è ancora certa l’etimologia del nome FICARRA. Degli studiosi ritengono che il primo nucleo fu costituito dagli arabi con il nome di “El Fakhar”, la gloriosa. Altri sostengono che il nome derivi dalle numerose coltivazioni di fichi, ancora oggi presenti sul territorio: nelle carte geografiche del Seicento, il paese, veniva indicato come “La Ficara”, che in dialetto messinese significa appunto pianta di fico. Il primo documento ufficiale in cui è citato Ficarra è del lontano 1082 : un diploma del conte Ruggero II di Sicilia. Altra citazione del paese nel 1198 nei registri della Chiesa di Messina, descritto come un comune in cui sorge una fortezza costruita nel periodo saraceno; da qui le deduzioni su un’origine araba di Ficarra. Secondo quanto si legge nei ritrovati quaderni di Re Ruggero, il paese divenne un feudo baronale. Il primo Barone di Ficarra nel periodo Svevo fu Guglielmo Amico, fedele guerriero di Federico II; la baronia dell’Amico non durò a lungo. Infatti alla morte dell’Imperatore fu privato del feudo. Tentò senza riuscirvi di rientrarne in possesso sposando una dama di compagnia tenuta in grande considerazione a corte, Macalda Scaletta. Successivamente diventa baronessa di Ficarra proprio Macalda Scaletta, che, insieme al secondo marito Alaimo da Lentini, esercitò il potere con modi corrotti e disonesti. Dopo la guerra dei vespri, ascese al potere nel Regno Pietro D’Aragona, verso cui Macalda e Alaimo manifestarono disprezzo. Per questo motivo furono entrambi incarcerati per tradimento e la baronia ficarrese passò nelle mani del nipote e erede legittimo di Guglielmo Amico, Don Ruggero di Laurìa, comandante in capo della flotta aragonese contro gli Angioini. Sotto il suo dominio Ficarra conobbe un lungo periodo di splendore. Successivamente alla conduzione del feudo si affermò la nobile faniglia dei Lancia o Lanza di Brolo, di cui secondo la tradizione fu capostipite Manfredi, immortalato da Dante nella Divina Commedia. La baronia rimase ai Lancia fino a che Girolamo III Lancia decise di venderla ad un’asta pubblica. Ai Lancia subentrò un'altra famiglia, quella degli Abate. A testimoniare l’avvicendarsi di queste famiglie baronali restano le contrade di Serro Abate e Serro Lanza..

 

Beni culturali, artistici, storici, ambientali a Ficarra

Numerose e di estremo interesse le testimonianze artistiche e architettoniche che Ficarra ancora conserva. Segni della partecipazione a pieno titolo a quella ondata culturale e sociale chiamata Rinascenza. Nel suo crocicchio di vie dagli antichi selciati, tra le strette e torte viuzze, su cui si affacciano umili case a torre, cui si accede attraverso scale esterne e caratteristici balconi, si ammirano antichi palazzi dai portali in pietra, arricchiti da sculture di stemmi delle famiglie dell’aristocrazia locale. Il centro urbano, che mantiene ancora l’originale tipologia e configurazione medievale, si snoda attorno a tre piccole alture, su cui si ergono i tre elementi architettonici più significativi: il Convento dei Cento Archi, la Chiesa Madre ed il Castello.

 

Il Convento dei Cento Archi

 Offre una delle più belle terrazze panoramiche, in uno snodo d’incantevole bellezza da potersi definire un balcone sui Nebrodi, che fa da cornice a Ficarra. Costruito nell’XI secolo dai monaci della regola di S. Basilio, dopo la caduta degli arabi-musulmani cadde in rovina. Fu ricostruito nel 1522 e successivamente divenne luogo di elevato livello culturale per libri, ospitando la seconda biblioteca di Sicilia con circa 900 volumi. Oggi Auditorium e museo dell’arenaria a cielo aperto.

 Tra i ruderi del Convento ammiriamo oggi un arco a pieno centro romano, con capitelli corinzi e l’architrave greco di una porta dell’antica Chiesa di Santa Maria del Gesù datato 1422, elementi eterogenei del rifacimento del 1522. Nell’ ex-chiostro sorge il “Parco delle Rimembranze”, dedicato ai caduti della Prima Guerra Mondiale, fatto costruire dal Regime Fascista nel primo dopoguerra.

                                                            ( Convento Cento Archi )

 

Il Castello o Fortezza Carceraria

Ed infine su uno dei tre piccoli promontori su cui si snoda il centro urbano di Ficarra, distaccata dalle altre costruzioni, troviamo il duecentesco Castello, nato come torre Saracena nel XI secolo e successivamente adibito a carcere. Si hanno notizie circa l'origine di questa struttura a Ficarra in un registro della Chiesa di Messina, ove la costruzione viene fatta risalire in epoca medievale. Fra il XVII e il XVIII secolo è descritta con le attuali sembianze ed usata come carcere e tra l'altro sembra fosse uno dei più temuti: per capire quanto, basta osservare le dimensioni di alcune celle, con i tetti bassi, i letti in muratura e la completa assenza di luce, rivelandosi tanto anguste ed inadeguate da non consentire ai prigionieri la posizione eretta incastonandoli nel buio profondo. Le volte di copertura sostengono il terrazzo superiore anticamente merlato e con i resti di due torrette: una sul lato sud e una sul lato nord. La sua pianta quadrata presenta un ingresso rivolto a nord sormontato da un portale in pietra arenaria che da accesso ad un cortile interno, anch'esso quadrato, con il quale si raccorda tramite un atrio semicircolare. Gli ambienti interni, di forme geometriche regolari, hanno tutti gli affacci rivolti verso questo cortile, infatti le mura esterne si presentano senza alcuna apertura, in obbedienza presumibilmente, ad esigenze difensive.La struttura è inserita in un tessuto prettamente medievale di antiche case a castello, addossate le une sulle altre che si affacciano su vie strettissime, ed a essa si accede tramite un angusta scalinata in pietra squadrata

( Veduta della Fortezza Carceraria )

La Chiesa Madre

La Chiesa dell'Annunziata costituisce oggi la presenza architettonica più rilevante dell'abitato su cui emerge dominante dall'alto del poggio su cui è stata costruita. La facciata, a due ordini prospetta su un sagrato chiuso; l'interno è a tre navate separate da pilastri transetto e tre absidi triangolari.

L’interno conserva numerosissime opere d’arte. All’altare destro, in una nicchia con basso rilievi marmorei opera di Francesco Del Piccolo (1567), si trova una statua dell’Immacolata di scuola dei Gagini. Nel transetto destro è visibile un polittico del XVI secolo con la Madonna col Bambino, Gesù e Santi attribuito ad Antonello da Messina. La cappella a destra della maggiore, ricca di stucchi e chiusa da una cancellata, opera dei Lancia custodisce una spendida statua in marmo dell’Annunziata di Antonello Gagini (1504- 1532). Nella cappella del sacramento, a sinistra della

mailto:prolocoficarra@tiscali.itmaggiore, si trova un ciborio marmoreo del 1536. Una statua molto grande della Madonna della Neve si può ammirare al quarto altare sinistro. Nella navata sinistra si ammira la cappella dell’Immacolata con la statua della Vergine inpreziosita da bassorilievi e dallo stemma dei Piccolo. Sull’altare centrale troviamo un crocifisso ligneo fatto restaurare nel 2005/2006 dal Rotary Club di Sant’Agata di Militello.

 ( Chiesa Madre)

 

Giubileo di Ficarra 2007

L’Annunziata:Icona della fede

Il 2007 è stato per Ficarra un anno speciale. I cinquecento anni di devozione per un capolavoro della scultura rinascimentale, candidano Ficarra a porsi, a decorrere dal 2007, come punto di riferimento della vita religiosa e culturale della Sicilia. L'occasione è data dal quinto centenario della statua gaginiana dell'Annunziata custodita nel Santuario del paese. Per l'occasione la Santa Sede,accogliendo la richiesta del Vescovo di Patti monsignor Ignazio Zambito, ha concesso la celebrazione di un Giubileo straordinario a Ficarra.

Infatti l’arrivo della statua della “Patrona di Ficarra” in paese è accertato il 7 ottobre 1507. Dal 1592 al 1670 l'Annunziata fu protagonista di alcuni episodi miracolosi. Il 22 dicembre 1592, per la prima volta, il volto della Madonna cominciò a sanguinare durante una celebrazione. Il fenomeno prodigioso si verificò ancora nel 1613, nel 1614, nel 1648 e nel 1670. Il sangue miracoloso fu raccolto in un reliquiario, ma alcuni anni fa è stato trafugato.

        ( Madonna Maria SS. Annunziata)

 

Suggestivi i diversi palazzi fatti costruire al tempo delle baronie dalle diverse famiglie, tra cui il più importante e grandioso è sicuramente il Palazzo Milio-Ficarra.

( Sala Palazzo Baronale )

A Lucio Piccolo di Calanovella poeta amato dal Montale, che aveva individuato in Ficarra la terra di origine dei suoi antenati, è stata intitolata di recente la piazza “LUCIO PICCOLO”, dalla quale si possono ammirare dei tramonti davvero suggestivi.

 

Personaggi illustri

La storia di Ficarra è costituita dai personaggi illustri che sono nati e hanno vissuto per anni nel loro paese: intorno al 1470 nasce Guglielmo Albamonte, uno dei 13 cavalieri italiani guidati dal leggendario Ettore Fieramosca nella “Disfida di Barletta”. Vincenzo Piccolo Cupani, nato a Ficarra il 15 Novembre 1835, parlamentare per 6 legislature e primo governatore di Eritrea. Pietro Pizzuto nato a Ficarra il 9 Gennaio 1891,  è ricordato insieme a Sandro Pertini come esponente di spicco dell’antifascismo. Michele Mancuso nacque a Ficarra nel 1892 divenne presto uno dei più prestigiosi docenti siciliani di letteratura classica. Dottor Tano Milio nato nel 1920, personaggio eclettico fu pittore, scrittore, poeta e sindaco. Giovanni Gerbino nato nel 1895, amico di Depero, fu inserito nell’antologia dei poeti futuristi con diverse pubblicazioni. Giuseppe Celona, ficarrese di adozione, docente, scrittore e poeta fondatore del Gruppo Folklorico “I Nebrodi”.

 

Economia – Turismo

Le attività economiche principali sono l’agricoltura e l’artigianato. Le colture prevalenti sono le olive, gli agrumi, le nocciole e l’uva. Per quanto riguarda l’artigianato caratteristici sono i ricami a mano e i manufatti in vimini, legno e pietra arenaria. Grande rilievo viene dato anche all’allevamento del baco da seta.

 

Prodotti tipici.

PASTE DI MANDORLA

Le paste di mandorla, chiamate in dialetto "Pasti i mennula" sono elaborati dolci a base di mandorle e ricoperti di glassa e coloratissima diavolina ormai preparati in ogni tempo, ma legati principalmente al rito pasquale.La classica forma a mezzaluna suggerisce tuttavia una probabile matrice araba del dolce, fatta propria dalla tradizione cristiana. Nel tempo, alla tradizionale forma se ne sono aggiunte altre, scaturite dalla vivace fantasia popolare. E così le paste di mandorla vengono oggi modellate ora a forma di cuore, ora rotondeggianti, allungate, a cestino.

NUCIDDI 'NGNAZZATI

A incuriosire è il nome, praticamente intraducibile, ma anche il loro caratteristico colore rosso ottenuto aggiungendo colorante nel corso della preparazione. Era questo certamente un modo per impreziosire un dolce altrimenti povero e senza particolari pretese estetiche.

BUCCELLATO FICARRESE

Ottimo dolce, dalle notevoli proprietà caloriche, a base di nocciole e fichi secchi.Di origine contadina, un tempo lo si portava a tavola esclusivamente per le feste comandate.

I BISCOTTI DURI

Per l'originale e curiosa forma ad "esse", le estremità tagliate a punta di coltello e la particolare preparazione, i biscotti duri detti anche "biscotti allivitati" (lievitati) quasi certamente sono da ricondurre ad una produzione tipicamente locale.Non si ha infatti notizia di dolci analoghi per forma ed ingredienti in altre aree della provincia peloritana.Per la semplicità degli ingredienti, l'origine dei biscotti duri è probabilmente da collocare nella tradizione contadina e solo successivamente trasferita all'arte dolciaria.

I 'NZUDDI

Un nome strano ed intraducibile per indicare una varietà di dolci che al tradizione lega principalmente alla ricorrenza dei morti.Qualcuno li chiama anche "ossa di mortu" ma sono ben diversi dal dolce palermitano noto con questo nome altrettanto strano.Semplici gli ingredienti, ma decisamente laboriosa la preparazione.

 

    Mostre e musei

CENTRO LUCIO PICCOLO DI CALANOVELLA

  1. Il Centro Lucio Piccolo di Calanovella, si fonda sui beni materiali e documenti appartenuti al poeta e di proprietà dell'erede Giuseppe Piccolo. Attraverso un'intesa raggiunta con il comune di Ficarra, questo primo nucleo esposto, costituisce le fondamenta di un museo-laboratorio dedicato alla vita e all'opera di Lucio Piccolo, poeta del '900 italiano.
    Non è solo un museo alla memoria - dove comunque è possibile ammirare il suo studio, l'ambiente di lavoro del letterato, il contesto in cui amava ricevere e farsi riprendere - ma un vero centro studi, dedicato interamente alla vita ed all'opera del poeta.
    Il centro è ospitato nelle prestigiose stanze affrescate del piano "nobile" del palazzo Milio-Ficarra, al suo interno sono custoditi: i mobili dello studio privato, la biblioteca personale ricca di testi rari di lettura italiana e straniera in prima edizione, immagini ed una serie di oggetti personali e di famiglia, documenti e manoscritti.
    Questo insieme, unito alle attività editoriali e di ricerca, costituisce uno spaccato importante della vita di Lucio Piccolo, una testimonianza storica offerta a memoria di un intellettuale di grande spessore.
       (Centro Lucio Piccolo )

CASA DEL BACO

              ( Casa del Baco )
Ficarra, verso la fine del '700, oltre ad essere un importante centro agricolo, "primeggiava" nel campo dei lavori artigianali. Gran parte della popolazione si dedicava alla produzione ed al commercio della "Seta" e talvolta si vendevano i "bozzoli" e la seta grezza. Fino fine alla fine degli anni '40 numerose erano le "filande" ed i "gelsetti" presenti nel territorio ficarrese, oggi resta solo qualche telaio conservato gelosamente. Ogni famiglia contadina divenne un "piccolo laboratorio", dove era soprattutto la donna ad allevare il baco, a seguirlo nelle varie mute, a procurargli il bosco e a rinnovarlo, ad eliminare i bozzoli putridi e ad immergere le mani nell'acqua bollente delle bacinelle per liberare il filo dalla sericina, avvolgendolo negli aspi (naspe) tramite la molinella (fuso).
Il recupero di questa attività rappresenta, per i numerosi turisti e visitatori, tra cui molte scolaresche, un modo per venire a contatto con antiche tradizioni a dimostrazione di come un piccolo insetto riesce a proiettare nel passato intere generazioni. Il comune di Ficarra, da diversi anni, ha voluto fortemente riprendere, solo ai fini dimostrativi e didattici presso la "Casa del Baco", l'ormai scomparso allevamento del "Baco da Seta", una delle tradizioni locali rurali più importanti del secolo scorso dove oggi ne rimane ancora testimonianza, nella memoria degli anziani, nei canti popolari, nei proverbi.

                                                                                                       

MOSTRA SULLA RASSEGNA STAMPA DI 40 ANNI DI ATTIVITÀ DEL GRUPPO FOLK "I NEBRODI"

In occasione dei festeggiamenti per il quarantesimo anno di attività di un’ importantissima risorsa per il paese qual’ è il  Gruppo Folk "I Nebrodi", è stata inaugurata la mostra sulla rassegna stampa di 40 anni di attività del gruppo. Presenti numerosi membri dei "Nebrodi" di tutte le età tra cui alcuni degli elementi della prima formazione. Hanno inaugurato la mostra tre dei fondatori del gruppo: La Preside Milio, il professore Mancuso e il Maestro Ridolfo.

 

     Manifestazioni ed eventi

 

Civili

  1. Sagra del vino e dell’olio in c/da Matini (prima metà di agosto)

 

Religiose

  1. Festa di S. Sebastiano Martire (Domenica successiva al 20 gennaio)
  1. Festa di S. Biagio Vescovo (Domenica successiva al 3 febbraio)
  1. Processione del Venerdì Santo (marzo/aprile)
  1. Festa di Maria SS. Del Tindari- C/da Matini (Penultima domenica di maggio)
  1. Festa del Corpus Domini (mese di giugno)
  1. Festa di San Giuseppe (ultima domenica di giugno)
  1. Festa della Madonna del Carmine ( domenica dopo il 16 luglio)
  1. Festa dell’Annunziata – Patrona di Ficarra -25 marzo –3-4-5 Agosto

 

Attività svolte dalla Pro Loco

  1. Festa dell’emigrante ( agosto ); da trent’anni ricorda i tanti emigranti che tornano a Ficarra per l’estate.
  1. Carnevale (febbraio-marzo);
  1. Lotteria della Befana ( 6 gennaio); con animazione, giochi, sorteggi e premi
  1. Festa della donna ( 8 marzo); serata danzante e offerta di dolci in onore delle donne
  1.  Natale ( dicembre); serate danzanti.
  1. Beldanzando, serata dedicata alla danza ( in collaborazione con il gruppo folk “ I Nebrodi” )

 

Progetto “Aperto per Ferie - Un borgo per ogni regione”.

 

Ficarra, è l’unico borgo siciliano presente nel progetto promosso e ideato dall’ Unione Nazionale Pro Loco d’ Italia con il patrocinio del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che ha come obbiettivo la salvaguardia dell’inimitabile patrimonio storico, culturale e ambientale dei piccoli borghi italiani.

  1. RICETTIVITA’:

 

  1. FATTORIA DI GRENNE- C/DA GRENNE TEL.0941 /582098 0941/ 582757

 

  1. VILLA PRIALE C/DA PRIALE TEL. 0941/ 582144

 

  1. PUB CUBA LIBRE P.ZZA UMBERTO I  TEL. 388 9251516

 

  1. RISTORANTE DA FELICE C/DA MATINI 0941/583030

 

  1. BED AND BREAKFAST-RAVì SEBASTIANO- TEL. 0941/582221

 

  1. CASE VACANZE INFO UFF.TURISTICO COMUNALE TEL.0941/582604

 

  1. AFFITTACAMERE“DOLCICASE”   TEL. 0941/5635220 - CELL. 3487316101

Come raggiungere Ficarra

Percorrere l'Autostrada A-20 Messina-Palermo, uscita "Brolo-Capo d'Orlando Est".

Distanza da Messina 90 Km circa, da Palermo 140 Km e da Catania 200 Km .

Pedaggio tratta Messina-Brolo €. 4,00

All'uscita del casello autostradale, sulla sinistra, seguire la S.P. 146 per 7 Km circa. In alternativa all'autostrada, da Catania, seguire la strada più panoramica che attraversa Bronte, Randazzo, S.Domenica Vittoria, Floresta, Ucria e Sinagra (S.S. 116).

Per arrivare in TRENO la stazione più vicina è BROLO-FICARRA a 7 Km circa, che generalmente non effettua fermate per treni ES o IC; in alternativa utilizzare la stazione di Capo d'Orlando a circa 15 Km .

In AEREO si possono utilizzare gli aereoporti di Catania e Palermo.

 
CTutti i diritti riservati © - Realizzazione Web Seguenzia Amedeo - Le notizie del sito sono a cura dei responsabili del Comitato Provinciale