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Associazione Turistica Pro Loco Floresta |
Via Umberto I (provvisoria) |
98030 Floresta (ME) |
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Tel.: 0941/662036 – 0941/662266 |
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Presidente |
Pedalina Carmela |
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L'Etna vista fa Floresta |
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- Vigili urbani: 0941/662036
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- Distaccamento Guardia Forestale: 0941662033
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- Guardia Medica: 0941/662152
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- Carabinieri: 0941/662160- 0941/662022
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CENNI STORICI |
Floresta, in provincia di Messina, detiene un piccolo primato in tutta la Sicilia, infatti, con i suoi 1275 metri s.l.m, è il comune più alto. Incastonato lungo i contrafforti dei Nebrodi, offre le bellezze di una natura incontaminata, paesaggi mozzafiato, aria salubre e i frutti che la natura dona. Le caratteristiche del territorio fanno sì che il Comune di Floresta, per la sua estensione, sia stato inserito nel Parco dei Nebrodi, e lambisca anche il territorio del Parco Fluviale del fiume Alcantara di cui, nel suo territorio, sgorga la sorgente. L’attuale sito del comune, nell'antichità era sicuramente utilizzato dai romani, quale rifornimento di legname, per le loro navi, vista anche la vicinanza con la costa tirrenica della Sicilia. Questo primordiale insediamento sarebbe poi stato abbandonato nei secoli bui del medioevo, per via delle difficoltà di comunicazione ed approvvigionamenti nei periodi invernali, solitamente innevati. Il luogo era abbastanza noto e frequentato, almeno da pastori, da tempi immemorabili. Infatti era solito che i mandriani catanesi, negli ultimi mesi di primavera, lasciassero i magri pascoli del Simeto e vi si trasferissero con i loro armamenti, lungo gli antichi tratturi della transumanza, piste oggi percorribili in poche ore. All'inizio del XIV secolo, venne infeudato da Federico D'ARAGONA al nobile Peregrino De Pactis, Maestro Giustiziere e Protonotaro del regno, quale appannaggio per le alte cariche ricoperte. Per successioni varie e per atti dotali nei secoli successivi, il feudo pervenne al nobile spagnolo Antonio Quintanas Duegna che, con privilegio dato da Federico III di Spagna l'11 gennaio del 1619, fu nominato Marchese "della Foresta di San Giorgio e Grassetta"; passò poi agli Ardoino, ai Moncada d'Alcontres ed infine agli Stagno d'Alcontres, che lo tennero fino all'abolizione dei privilegi feudali. Pochi anni dopo, nel 1820, la piccola comunità veniva eretta in Comune autonomo. Attualmente la diffusione della motorizzazione e la migliore viabilità, la costruzione del Parco dei Nebrodi, e infine la progressiva affermazione di una coscienza ecologica, pongono Floresta al centro di uno sviluppo turistico assai interessante. Recentemente, ha ospitato la preparazione pre campionato della squadra di pallavolo di Capo D'Orlando. |
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(fonte:www.parcoalcantara.it) |
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MANIFESTAZIONI VARIE |
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- Sagra della Provola - 13 Maggio
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- SANT’ANTONIO DA PADOVA – 13 GIUGNO: La tradizione vuole che il 12 giugno, gruppetti di Florestani giravano a piedi per il paese con "i vertuli" (bisacce) cariche di prodotti della terra e dell'attività pastorizia, donati dai paesani per il santo. Man mano che i vertuli si riempivano venivano svuotati nella dispensa della chiesa e la questua ricominciava. Gli allevatori, che ancora adesso costituiscono la categoria più produttiva di Floresta, offrivano la cosiddetta "mungiuta", cioè tutto il latte della mungitura del giorno. L’11 ed il 12 si teneva una grande fiera del bestiame cui partecipavano decine di allevatori dei Nebrodi. Adesso il santo continua ad essere festeggiato, ma alcuni di questi antichi riti sono scomparsi o cambiati.
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- S. ANNA – 26 LUGLIO: Anche per questa occasione, si praticava e si pratica tuttora, la questua nei giorni che precedono la festa, con la tradizionale fiera, lungo tutto il corso principale. Altro aspetto della manifestazione è "a 'ntinna", uno dei momenti più originali e antichi. La tradizione vuole, che i membri della commissione per la festa, guidassero una sorta di spedizione composta da volenterosi e qualche pariglia di buoi nel bosco il pomeriggio del 23 luglio. I più esperti sceglievano un pioppo che avesse un tronco dritto e alto poco più di 20 metri, che veniva abbattuto e trainato da buoi fino alle porte del paese al Serro Marchese. L'operazione successiva prevedeva il taglio della chioma di un grande agrifoglio, inchiodata in seguito, alla cima del pioppo di modo che il tutto raggiungesse i 26 metri. Il numero 26 era d'obbligo anche nel numero di provole legate e inchiodate in cima all'antenna. Nel momento in cui occorreva alzare l'antenna, lo spiazzo brulicava di paesani che si davano da fare con corde, scale, forcelle e la forza delle braccia "spingiri 'a'antinna". La cosiddetta"mungiuta i S. Anna", la raccolta del latte per la festa; "l'a'ntinna", erigere il pioppo di 26 metri, sono scomparsi, ma la processione è sempre bella e raccoglie tutto il paese.
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- SAN GIUSEPPE – 19 SETTEMBRE: Come nelle precedenti due feste, anche in quest’occasione, si svolge una fiera del bestiame. Le tradizioni più autentiche legate al padre dei santi sono quelle di marzo quando ancora gli ultimi freddi invitano a buoni piatti di fave cotte e a gustare i tradizionali "panuttedda i San Giuseppi" (pagnotte di San Giuseppe). Un tempo, le famiglie che avevano fatto voto al santo preparavano i panuttedda e la voce correva per le stradine del borgo fino alle orecchie dei ragazzini che la mattina del 19 sapevano perfettamente a chi presentarsi per avere in dono “un panutteddu”.. (fonte: www.florestanet.com)
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COME ARRIVARE A FLORESTA |
Da Catania il paese si raggiunge in auto seguendo la S.S. 284 circumernea fino a Randazzo (km 65), e quindi lungo la 116 (km 17) in circa 1h,30, oppure seguendo l'autostrada Catania-Messina fino all' uscita di Fiumefreddo e quindi la SS 120 fino a Randazzo e la S.S. 116 fino a Floresta (85 km circa). Poco meno s'impiega da Taormina, sia che si segua la S.S. 185 della Valle dell'Alcantara fino a Francavilla (22km), quindi la provinciale per Mojo-Randazzo (21 km), sia che si preferisca la S.S. 114 fino a Fiumefreddo (7 kin) e poi la 120 per Randazzo (30 km), proseguendo infine lungo la 116 fino a Floresta. Da Messina sono 110 krn lungo il versante jonico (in autostrada tino a Giardini o Fiuniefreddo) percorribili in meno di due ore; in alternativa, è possibile percorrere l'itinerario che segue il versante tirrenico (autostrada A20 fino a Patti e poi la provinciale per S. Piero Patti fino a Floresta). Da Palermo si segue l'A20 fino a Cefalù (54 km),poi la S.S. 113 fino a Capod'Orlando (88 km), prima di inoltrarsi verso la montagna lungo la S.S. 116. Abbastanza soddisfacenti anche i collegamenti pubblici, sia quelli ferroviari (stazione FS di Capo d'Orlando, da Messina e Palermo; stazioni FS e Circumetnea di Randazzo, rispettivamente da Messina-Taormina e da Catania) sia quelli automobilistici (da Capo d'Orlando e da Catania-Randazzo), effettuati da SAIS e AST, normalmente in coincidenza con gli orari di arrivo e di partenza dei treni. |
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