| |
Domenica 12 settembre 2010 la Pro loco di Mistretta organizza "Urio in festa" presso l'area attrezzata Urio Quattrocchi. |
|
Si tratterà dell'ultimo appuntamento a conclusione di una stagione ricca di eventi che ha visto protagonista la natura,
la degustazione dei prodotti tipici ed il sano divertimento, ospiti di una delle poche aree umide dei Nebrodi.
Gli eventi già svolti sono stati: 1 maggio 2^ ed. della Festa della Montagna, 2 giugno Festa della Repubblica, 13 giugno
Passeggiata a cavallo, 11 luglio Festa della famiglia, 14 agosto Festa degli emigranti.
Siete tutti invitati a prenotarvi entro il 10 settembre per salutare l'estate in compagnia dello staff della Pro loco di Mistretta. |
| |
| |
Per Maggiori Informazioni: Comune tel. 0921 381677 fax. 0921 381035 - |
| |
Centro agricolo (Comune di 126,76 Km2 con 6300 abitanti), 170 Km a Sud-Ovest del capoluogo, a 900 metri s.l.m. sul versante settentrionale del Parco dei Nebrodi di cui rappresenta l’entrata occidentale.
Si commerciano vini, olio, bestiame. |
Per il suo patrimonio architettonico e artistico è considerata la “ Capitale culturale dei Nebrodi “. |
| |
Mistretta - Notizie storiche |
Il centro, di antica e controversa origine, sembra sia stato fondato dai Fenici che sul monte a cavaliere della Vallata del torrente S. Stefano erigono il tempio alla dea Astarte, da cui il primo nome della città: Am-Asthart.
In età classica è conosciuto come Amestraton o Mitistratum. Con il nome di Amestratus la cittadina è ricordata più volte negli scritti di Cicerone e successivamente in quelli di Stefano Bizantino. Appartenendo alla città un vasto contado, la numerosa popolazione, in epoca greco-sicula, si è accentrata fondando quelli che sarebbero divenuti in epoca medioevale i borghi di Mistretta, come per esempio Motta, Casispergi, Regitano e S. Stefano.
Nel primo Medioevo, in età prenormanna, sull'antica acropoli è edificato il castello e un primo nucleo dell'abitato, ed abbarbicate alla rocca fortificata, le case divise da viuzze ripide e contorte si vanno estendendo a poco a poco.
Città feudale e poi demaniale, diviene contea dal 1101, conservando gli usi civici, e quindi città imperiale al tempo di Federico II. Sotto gli Aragonesi Mistretta figura tra le città demaniali.
Ritorna ad essere feudale fino al 1405 e poi ancora demaniale. |
L’abitato inizia ad espandersi fuori dalle cinte fortificate con la costruzione della chiesa Maggiore, che costituisce a partire dal secolo XVI il fulcro dell’espansione di numerosi quartieri attorno alle varie chiese parrocchiali.
Più volte Mistretta viene venduta e poi riscattata dagli stessi cittadini, come ad esempio nel 1635, quando il re Filippo III cede i benefici feudali, ma il popolo li riscatta, ottenendo il privilegio di continuare a restare libero.
Il secolo successivo vede l’affermarsi di attività artigiane e commerciali e il sorgere dì un’agiata classe di possidenti e allevatori, le cui abitazioni borghesi hanno improntato l’immagine della città ottocentesca. Mistretta svolge un ruolo anche nelle guerre risorgimentali. Nel 1860 è una delle prime cittadine ad insorgere contro i Borboni.
Quando alla fine del secolo XIX in Sicilia si verifica la grande emigrazione, la città riesce a mantenere un numero adeguato di abitanti, evitando lo spopolamento, ciò grazie alla "tenuta" delle fiorenti attività agro-silvo-pastorali. |
| |
Chiese |
- Chiesa Madre – S. Lucia – (XII secolo): l’interno e l’esterno della chiesa racchiudono da soli un itinerario artistico irripetibile;
|
- Chiesa di S. Sebastiano (fercolo Livolsiano del 1500 e statua lignea del titolare opera di Noè Marullo) ( XVI secolo )
|
- Chiesa di S. Francesco (XVI secolo) con annessi convento (ora adibito a carcere) ed orto (dal 1868 Giardino Garibaldi realizzato su progetto dell’Arch. D’Onofrio))
|
- Chiesa di S. Caterina (XV secolo)
|
- Chiesa di S. Nicolò (XVI secolo) già chiesa madre
|
- Chiesa del Carmine (paliotto seicentesco) (XVI secolo )
|
- Chiesa S. Giuseppe ( esistente già nel 1595 )
|
- Chiesa del SS Salvatore (1300), con l’affresco del Cristo Pantocreatore
|
- Chiesa del Purgatorio ( 1669 )
|
- Chiesa dell’Annnunziata ( XVII secolo )
|
- Chiesa del SS Rosario ( XV secolo )
|
- Chiesa della SS Trinità (detta anche di S. Vincenzo) ( donata nel 1101 dal Conte Ruggero all’ Abbazia della SS. Trinità di Mileto in Calabria )
|
- Santuario Madonna della Luce ( fondata tra il XIV – XVI sec. )
|
- Chiesa privata nobiliare “S Croce” – già esistente nel 1575 –
|
- Chiesa di S. Pietro ( esistente già nel 1500 )
|
- Chiesa di S. Rosalia ( XVII secolo)
|
- Chiesa di S. Giovanni ( 1534 )
|
- Chiesa di S. Antonio da Padova ( XVI secolo )
|
- Chiesa di S. Biagio ( XVI secolo )
|
- Chiesa di S. Luca ( o Chiesa della Madre di Rivinusa ) ( XV sec. )
|
- Chiesa SS. Cosma e Damiano ( XV sec )
|
- Chiesa S. Maria di Gesù ( XVI- XVII )
|
- Chiesa di S. Sofia nella seconda metà dell’ 800 venne ricostruita la cappella intitolata alla Madonna dei Miracoli
|
- Chiesa della Madonna delle Grazie e S. Pio da Pietrelcina ( XX sec. )
|
|
Musei |
-Museo Civico Polivalente: storico artistico, archeologico,
etnoantropologico |
-Museo Regionale Silvo Pastorale “G. Cocchiara” |
-Museo diocesano |
|
ITINERARI CONSIGLIATI |
Itinerario storico-artistico: |
- Chiesa Madre, edificio risalente al XII secolo, più volte ingrandito e completato tra il ‘500 e il ‘600. La facciata che fronteggia il moderno Municipio, è stretta da due torri-di cui la destra incompleta- con un portale seicentesco in pietra. Sul fianco sinistro è un portale marmoreo del 1494 attribuito a Giorgio da Milano. All'interno tele seicentesche di G. Tomasi; un dossale con i Santi Pietro e Paolo di A. Gagini (1552). Nel presbiterio, oltre il settecentesco altare di I. Marabitti, si trova un coro ligneo del XVII secolo, cantoria con pannelli dipinti e grande organo a canne. Si ammirano inoltre due bassorilievi raffiguranti l’Ultima cena e Gesù con la Maddalena (1739), la statua della Madonna dei Miracoli, del 1495, la Pietà di A. Manno, il Cristo Risorto di A. Gagini (1552). |
- Chiesa del Purgatorio (1669). All'interno troviamo una tela raffigurante San Gregorio (XVII secolo) e Crocifisso. L’arco trionfale e il presbiterio sono vivacemente dipinti con affreschi del 1720. Sull’altare, pala di G. Tomasi e negli angoli i vecchi "giganti" processionali. |
- Chiesa del Santissimo Salvatore, che ha dipinto nell’abside un affresco di Cristo Pantocratore (XIV-XV secolo) e una statua Seicentesca di Sant’Antonio Abate. |
- Chiesa di San Nicolò affiancata dall’alta torre campanaria del 1670. All'interno una Madonna Immacolata dello scultore amastratino Noè Marullo. |
- Chiesa del Carmine. All’interno si conserva un singolare paliotto ligneo del 1665, statue del XVI-XVII secolo e il barocco altare della Madonna omonima. |
- Chiesa di San Vincenzo, con interessante interno tardo barocco (1800) a pianta ovaleggiante che termina nel rettangolare presbiterio (statue e tele dei secoli XVII-XVIII). |
- Chiesa di San Giuseppe. Questa presenta una semplice facciata con torretta campanaria del 1595 e un interno con tombe, dipinti del XVIII secolo. |
- Chiesa di Santa Maria, già dei Cappuccini, con un bel Crocifisso di fra’ Umile da Petralia. |
- Chiesa di San Giovanni, con portale del 1534 e campanile a bifore; all’interno si conservano opere dei secoli XVII-XVIII, tra le quali alcune suggestive statue dei "Misteri". |
- Chiesa di San Sebastiano, con facciata aperta da un portale decorato in stucco (nella lunetta, il Martirio del Santo); al lato il ricostruito campanile del 1676. La chiesa costruita tra il XVI e il XVII secolo è stata distrutta dal terremoto, ma è stata ricostruita all’interno con elementi in parte originari. |
- Chiesa di San Francesco. L’interno conserva tele dei secoli XVII-XVIII; una pala con la Madonna degli Angeli di S. Pulzone. una Deposizione di ignoto e una Sacra Famiglia di A. Catalano il Vecchio (1600). |
- Chiesa di Santa Caterina con bel portale in pietra scolpito a motivi vegetali (1576) e campanile a bifore. All’interno ammiriamo sull'altare barocco un dossale gaginiano che incornicia una statua di Santa Caterina (1493), attribuita a Giorgio da Milano. |
Monumenti: |
- La splendida villa comunale “Garibaldi” (già orto annesso al convento dei Cappuccini 1656 ) Diventato Giardino pubblico su progetto dell’Arch D’Onofrio nel 1868;
|
- la ottocentesca villa comunale “Chalet”
|
- le mura megalitiche e la normanna “Porta Palermo”
|
- l’Ospedale vecchio e l’Ospizio dei Poveri (cinquecenteschi)
|
5. Fontana del Rosario, costruita nel 1867, assieme alla Fontana di San Nicolo’ su progetto dell’arch. Silvestre Marciante dallo scalpellino Salvatore Giajmo |
6: Fontana S. Nicolo’, Largo S. Pietro, costruita nel 1867, assieme alla Fontana del Rosario, su progetto dell’arch. Silvestre Marciante dallo scalpellino Salvatore Giajmo
|
7.Fontana Pia - Largo Cocchiara – Via Libertà - costruita nel 1862 dallo scalpellino Costantino Pellegrino – Nel 1863 fu dedicata a Maria Pia di Savoia che andò sposa al Re del Portogallo.
|
8. Fontana del Palo - Costruita nel 1860 in occasione della creazione del Largo Buon Consiglio e della costruzione dell’acquedotto “ Virdicanna”- Il lavoro fu eseguito dagli scalpellini Giamo e Pellegrino
|
9.Fontana S. Vincenzo, costruita nel 1875 ad opera del Mastro Sebastiano Arcieri
|
10. Fontana della Casazza ,costruita nel 1876 da Sebastiano Arcieri
|
11. Fontana S. Caterina , già esistente nel XVII secolo
|
12) Cimitero Monumentale – 1889 su Progetto dell’Arch. Giambattista Basile- |
Molto pregevoli le Cappelle Allegra, Sergio, Mastrogiovanni Tasca, Salamone, Panebianco, Giaconia e altre tutte in pietra intagliata in stile nuovo gotico. |
13) Monumento ai Caduti – 1930 – Arch. Ugo |
|
Palazzi di grande interesse architettonico nel Centro Storico |
|
- Palazzo Salamone-Sergio ( 1824 )
|
|
- Ex Casa degli Esercizi (ec Palazzo di Giustizia) ora sede del Museo regionale delle tradizioni silvo-pastorali G. Cocchiara) ( fine ‘600 )
|
- Palazzo Salamone (ora Zingone- Di Salvo) (1700 )
|
- Palazzo Centineo-Tita (ora Sanzarello) ( 1752 )
|
- Palazzo Portera (ora acquistato dal Parco dei Nebrodi per farne la sede del Parco ed un museo) (fine ‘700 ultimato 1803)
|
- Palazzo Mastrogiovanni Tasca (1727)
|
- Palazzo Scaduto (1669) con caratteristiche decorazioni tardomanieristiche e barocche (cantonali, portale sostenuto da erme antropomorfe, balconata). Al suo interno la più imponente scala alla trapanese di Sicilia.
|
|
- Palazzo Salamone (fine ‘800)
|
- Palazzo Russo (1775) edificio a due ordini con robusti cantonali, portale con stemma nobiliare e cortile con scalone e loggiato.
|
- Palazzo Di Salvo Faillaci( ‘800)
|
- Palazzo Gallo-Giaconia ( 1600 )
|
- Palazzo Passarello ( 1865 )
|
- Palazzo Teresa Salamone (oggi Prestifilippo ) ( 1863 )
|
|
- Palazzo Lo Iacono – Di Salvo – Giaconia ( XIX sec. )
|
- Palazzo Giaconia ( 1771 )
|
- Palazzo Trasselli ( XVIII )
|
- Palazzo Panebianco ( 1775 )
|
|
- Palazzo baroni Catania ( 1763 )
|
- Palazzo Lo Iacono Francesco ( 1717 )
|
- Casa Spinnato Vega ( seconda metà del 1868 )
|
- Circolo Unione , 1854, progetto dell’Arch. Cassetta
|
Dimore storiche nei dintorni |
- Villa Allegra XVIII sec. ;
|
- La Torre dei Giaconia XVIII sec;
|
|
- Complesso Colonna XVII sec;
|
|
- VillaSofia 1870 ( Agriturismo)
|
- Casa Torre 1750 (Agriturismo)
|
|
Itinerario museale: |
- Museo Civico Polivalente, che espone epigrafi ed elementi architettonici, tele seicentesche tra cui una Flagellazione di Gesù (replica da Mattia Stomer), pergamene con privilegi di re Alfonso e Ferdinando d’Aragona (1447-1506) e reperti archeologici ed etnoantropologici.
|
- Museo Regionale Silvo Pastorale “G. Cocchiara”: Si tratta del primo museo demo-etno-antropologico regionale concepito ex novo in Sicilia la cui gestione e buon funzionamento è garantito in raccordo con l’Ente Parco dei Nebrodi, il Comune di Mistretta e la Soprintendenza per i Beni Culturali ed Ambientali di Messina. Il Museo prevede anche una sezione Naturalistica in cui sono esposte le collezioni naturalistiche di proprietà del Parco dei Nebrodi. l Museo, oltre a custodire attrezzi e manufatti tipici della tradizione silvo pastorale nebroidea accoglie, al suo interno la più importante collezione europea di quadri dipinti su vetro.
|
|
- Museo diocesano.Sito in Via A. Salamone conserva paramenti sacri, pitture, sculture, argenti, preziosi mosaici provenienti dalla Chiese di Mistretta.
|
|
Eventi Religiosi |
Madonna della Luce |
 |
Il 7 e l'8 Settembre a Mistretta (Me) si festeggia la festa della Madonna della Luce con processione dei due giganti Kronos e Mytia.
La festa della Madonna della Luce si celebra ogni anno a Mistretta per tre giorni consecutivi: 6, 7 ed 8 settembre, ed è quanto di più curioso e caratteristico possa esistere nelle costumanze di un paese.
Una coppia di bonari guerrieri (giganti) che corrispondono ai nomi di Cronos e Mitia rappresentano la scorta fedele della statua sacra.
Il 6 e il 7 settembre i Giganti girano, portati a spalla da portanti, per le vie del paese ballando e raccogliendo le offerte.
L'8, giorno della festa la statua della Madonna esce dalla chiesa per il giro della cittadina, Mitia e Cronos si affiancano alla varetta e scortano per tutto il percorso il simulacro seicentesco, festosamente addobbato. Il popolo in massa vi prende parte, trasportato dal sentimento religioso, che si converte poi in uno speciale gusto del grande e del fantastico, con molto sfoggio di colori, di lumi e di suoni.
Alla sera, per le vie illuminate da luci colorate, la processione si avvia lungo una strada di campagna che porta alla chiesa della Luce. È il tratto più caratteristico del percorso, al termine, alla luce di un gran fuoco ('a luminaria), dopo una solenne benedizione, la statua rientra in chiesa per essere ricollocata al suo posto e i giganti ballano per l'ultima volta, ritirandosi infine tra gli applausi di tutti. |
| |
|
- Festa votiva patrono S. Sebastiano (20 gennaio e 18 agosto)
|
|
Gastronomia e prodotti tipici |
La gastronomia mistrettese racchiude la genuinità, la semplicità e la ricchezza dei prodotti tipici locali e, dai primi piatti ai dolci, riesce a soddisfare anche i palati più esigenti, grazie anche agli aromi che la natura elargisce spontaneamente in questa zona, quali il finocchietto selvatico, l’origano, l’alloro……che riescono a dare un sapore particolare a molti cibi. |
Alcuni piatti vanno di pari passo con le stagioni. Dall’autunno in primavera le verdure selvatiche, i funghi e i legumi primeggiano nelle mense; in estate gli ortaggi, il tutto condito con olio extravergine di oliva di produzione locale. Assieme ai prodotti agricoli vi sono quelli caseari, la provola, la ricotta fresca e salata, i formaggi di primo sale o stagionati e la carne nostrana. |
Particolarmente apprezzata da quanti la gustano è, tra i prodotti caseari, la cosiddetta ricotta salata, per le quali si sfrutta una particolare tecnica di lavorazione. Il prodotto, opportunamente grattugiato, da un sapore caratteristico ai piatti anche più comuni, come per esempio la pasta con il pomodoro fresco ed alcuni piatti tipici mistrettesi, come la pasta con la zucchina o la caratteristica “ parmigiana “ locale. Né meno apprezzate sono alcune verdure selvatiche che vengono utilizzate, opportunamente cotte, come contorni, frittate, polpette, insalate o come condimento ai primi piatti. I finocchi selvatici, che oltre ad essere usati per la notissima “ pasta con le sarde “, nel nostro territorio vengono impiegati per fare delle prelibate polpettine fritte, da consumare calde o fredde, oppure ottime insalate, che si sposano con i sapori più disparati. Altro piatto prelibato, ma poco conosciuto fuori dai confini del nostro territorio, sono i caratteristici “ purrietti “ ( porri selvatici ), che ben reggono, a detta di molti, il confronto con la ben più nota “ bagna cauda “ piemontese? Il procedimento che rende, commestibile questa verdura è un po’ lungo ma i risultati fanno dimenticare la fatica che la preparazione richiede. Gustosi piatti si ottengono anche utilizzando gli asparagi di vario tipo che il nostro territorio produce in abbondanza. Lo stesso dicasi per i funghi che richiamano nella nostra zona tanti “ ricercatori “ provenienti anche da paesi distanti. Tra questi, pur se poco conosciuti, si annoverano i “ bissini “ ( vescie ) dalla forma, sapore e odore molto particolari. |
Bovini, suini e caprini, allevati nel nostro territorio, forniscono la carne delle nostre mense. Gustose le grigliate, aromatizzate dal “ salmurigghiu “, speciale salsa a base di olio, limone ed aromi vari; buonissimo il capretto o l’agnello al forno… Fra tutti, comunque, eccelle la tipica salsiccia mistrettese di puro suino, aromatizzata con finocchietto selvatico. La stessa, essiccata, è un ottimo salame. |
E, dulcis in fundo, i dolci tipici amastratini: la “ pasta reale “, anticamente regina dei banchetti nuziali ed oggi invece gustabile ogni giorno, da non confondere con la “ frutta martorana “ è un particolare tipo di dolce a base di mandorle e zucchero modellato a mano a forma di fiori e frutti; i “torroncini” di forma conica; i “napoli” a forma di rametti e i “scattati”, dal gradevole odore di vaniglia e cannella. E non mancano dolci tipici di alcune festività religiose come “ i varate “ del periodo pasquale e “ i vucciddati “ del periodo natalizio. |
|
Come arrivare a Mistretta |
In AUTO
Da Messina: Autostrada Me-Pa (A20), svincolo di S.Stefano di Camastra, bivio per Mistretta (SS 117);
Da Palermo: Autostrada Pa-Me (A20), svincolo di S.Stefano di Camastra, bivio per Mistretta (SS 117);
Da Catania: Autostrada CT-Pa svincolo S.Filippo di Agira-Nicosia
SS 117 a 30 Km Mistretta.
IN TRENO
Linea Palermo-Messina
Stazione F.F.S.S. Santo Stefano di Camastra -Mistretta
IN AEREO con arrivo a:
Palermo, Catania
Gli aeroporti sono collegati con autobus e metropolitana da o per FF.SS. |
| |