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Associazione Turistica Pro Loco Montalbano Elicona |
Piazza Maria SS. Provvidenza |
98065 Montalbano Elicona (ME) |
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Tel/fax
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Presidente |
Rotella Massimo |
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| La piazza del monumento con il Municipio ed il Santuario |
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Montalbano Elicona - Cenni storici |
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La località era già conosciuta dagli storici di età greco-romana (nel 36 a .C. vi transitò con le truppe Ottaviano), i primi insediamenti risalgono all'arrivo dei Siculi nell'isola e i megaliti di Argimusco fanno pensare a riti di popoli preistorici.
Il centro abitato si formò nel IX secolo d.C. e venne denominato Montalbano con il toponimo latino MuntisAlbani, la cui derivazione è variamente interpretata; nel 1862 il Comune vi aggiunse l'appellativo di Elicona, divenendo da allora Montalbano Elicona. |
La denominazione Elicona è menzionata dal geografo Claudio Tolomeo già nel II sec. d. C. nella sua “Introduzione geografica” e il nome deriva dall'omonimo monte Helikon dell'antica Ellade; successivamente il nome si estese al fiume che percorre la valle fino a sfociare nella baia di Tindari. |
Montalbano fu città medievale importante perché posta al centro del crocevia stradale che collegava le coste della Sicilia nord-orientale e l'interno dell'isola; nel millenario castello soggiornarono fra il 1100 e il 1400 vari monarchi fra cui Federico II. |
Storicamente, Montalbano inizia a formarsi come centro abitato nell'anno 810, attorno a una torre elevata dai bizantini per fortificare le difese dell'isola in vista dell'invasione araba, che poi avviene nell' 827 e dura due secoli.
Nel periodo dei normanni ( 1050-1207 ), venuti in Sicilia per mettere fine al dominio arabo, come narra Edrisi nel Libro di Ruggero , la torre viene ampliata (1070) e si crea un fortilizio in cui si stanzia una colonia di soldati lombardi. Nel 1189 sotto la regina Giovanna il feudo di Montalbano passa al demanio e alla signoria reginale, sotto il diretto controllo della corona, ed il paese si sviluppa e diviene città regia.
Nel periodo svevo, 1208-1266, l' Imperatore Federico II crea una seconda torre (abbattuta nel 1912) e le mura esterne del castello e nel 1211 dona con il consenso di Papa Innocenzo III il castello alla prima moglie Costanza d'Aragona e lei vi dimora con la corte. Nel 1233, dopo una rivolta, Federico deporta gli abitanti e distrugge una parte del paese, ma, dopo pochi anni, lo ricostruisce. Nel 1262, suo figlio Manfredi eleva Montalbano a Contea e la dà a Bonifacio Anglona.
Nel periodo angioino (1267-1282), nel castello sono costruite le scuderie reali e le cisterne di acqua (su cui è incisa la data 1270). |
Nel periodo aragonese ( 1285-1399), il re Federico II d'aragona cinge di mura il paese (anno 1305), apre 18 finestre sulle mura del castello e ne fa un castello-palazzo, dove soggiorna con il suo medico Arnaldo Villanova per curare la gotta con l'acqua del Tirone. Da Montalbano emana, il 12/9/1311, le Leggi per le Civiche Istituzioni di Palermo, che sono le più antiche norme elettorali europee. Durante il suo soggiorno, il castello diviene “regia aedes”, residenza reale ed oggi esso rimane l'unico esempio di palazzo reale trecentesco esistente in Sicilia. Alla morte di Federico, la città regia passa al figlio duca di Randazzo. Nel 1348 nel castello soggiorna re Ludovico II con la madre Eleonora. |
Alla fine del regno aragonese, Montalbano passa nel 1396 ai Romano Colonna di Cesarò, per poi assumere nel 1623 il ruolo di Ducato, che fu retto, durante il viceregno spagnolo e il regno borbonico, dai Bonanno Principi della Cattolica fino al 1805, quando essi cedettero il feudo per debiti ai Gesuiti. |
Con l'unità d'Italia,1861, il feudo torna al demanio del Comune, il castello è reso monumento nazionale. Nel 1862 il Comune al nome di Montalbano aggiunge Elicona. |
Nel recente periodo , il Comune restaura nel 1980 il castello, che stava cadendo in rovina, lo fa riscoprire agli abitanti e divenire sede di mostre d'arte e convegni culturali. Nel 1990 avvia il recupero di un centinaio di casette del centro storico, fra cui quelle del rione bizantino di Livatera, da adibire a residence (borghotel) per la ricettività di turisti e di studiosi di un Centro Universitario di Alti Studi. |
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Feste e tradizioni a Montalbano Elicona |
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Fra le manifestazioni culturali e tradizionali, si segnalano:
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Corteo storico rievocativo della visita
di Federico II a Montalbano |
Feste patronali; |
Riti religiosi di Natale e Pasqua |
“Montalbano in arte”
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Premio Nazionale di Poesia “Helikon” |
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Turismo a Montalbano Elicona |
– Gioielli architettonici sono il Castello ed il centro storico medioevale .
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Il castello normanno-svevo-aragonese, meglio noto come castello di Federico II, è sorto attorno ad un'originaria torre bizantina eretta nell'810, per la fortificazione delle coste settentrionali di Sicilia, in vista dell'invasione degli arabi, che poi avvenne nell'827.
– Su quel fortilizio, fu creata, nel 1070, la roccaforte normanna, che poi, nel 1210, venne ampliata nel possente castello svevo dell'imperatore Federico II.
– Successivamente il re Federico d'aragona, nel 1302, trasformò il maniero in castello-palazzo, che è l'unico esempio del genere rimasto in Sicilia.
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Il borgo medievale, ben conservato con il reticolo di vicoli, bagli, spiazzi lastricati in acciottolato che diventano labirinto, l'architettura in pietra delle case, con le facciate e i fregi, gli incanti di portali scolpiti con effigi decorative e sculture, i dammusi, le mensole dei balconi ed i cantoni con gli scorci suggestivi, i palazzi fra cui quelli della biblioteca della fondazione Parlavecchio e del Consorzio Universitario, la Basilica, le chiese medioevali di Spirito Santo, S.Sebastiano, S. Caterina, il Santuario.
– La quiete e le suggestioni dell'antico abitato comunicano al visitatore la sensazione del luogo salvato nel tempo e lo riportano indietro nei secoli, come se si trovasse in una sorta di teatro, contornato dal magico scenario del castello e delle case del borgo addensate l'una all'altra che creano un intricato dedalo di pittoreschi vicoli e spiazzi attorno al maniero, alla Basilica, alle altre chiesette e ai palazzi nobiliari, con l'architettura in pietra scolpita ed un susseguirsi lungo i vicoli di una serie di portali, conci, balconi e finestre che costituiscono una vera e propria esposizione d'arte.
– Lungo la via Mastropaolo si ammirano i prospetti dei palazzi medievali con gli artistici portali e balconi in pietra scolpita, come palazzo Faranda , sul quale si riconosce lo stemma del Duca Bonanni, e i palazzi Miligi (ex Mastropaolo) e Ballarino(ex Messina) impreziositi dal barocco siciliano scolpito sui portali e balconi nel 1700 da uno scalpellino di nome Bongiovanni.
– Vicini alla piazza si stagliano i prospetti e i portali scolpiti del palazzo Cangemi, di palazzo Restifa, di palazzo Mobilia/Rotella e del Palazzo del Peculio. Nel cuore del centro storico colpisce la serie infinita di piccole case arricchite da portoncini e stipiti e conci di chiave in pietra, spesso cesellata, con balconcini e vani di finestre in pietra graziosamente lavorata.
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– Le Chiese conservano tesori d'arte, soprattutto la Basilica, che è essa stessa un'opera d'arte per la struttura architettonica risalente ai primi anni mille e per i marmi dei suoi altari e pavimenti.
– Nella Basilica sono conservate: la statua in marmo di S.Nicola in cattedra (1587) della scuola del Gagini; il quadro raffigurante la Coena Domini (1702) realizzato da Ponce de Leon ad imitazione dell'opera di Guido Reni; il Ciborio della Cappella del SS. Sacramento ( 1587) della scuola del Gagini; il Crocifisso ligneo ( sec. 1410) di autore ignoto e da alcuni attribuito a Giovanni Martinati; un Retablo ligneo (1680) di stile barocco con colonne a tortiglione e al centro una tela raffigurante l'Assunzione, ai cui margini sono poste 2 statue lignee raffiguranti gli apostoli Pietro e Paolo, a ricordo del primitivo titolo della chiesa anteriore all'anno mille; una statua lignea dell'Immacolata un tempo posta nella chiesa del convento di S.Antonio da Padova retto per cinque secoli dai francescani ( andato in rovina intorno al 1937); la statuta lignea di S.Antonio da Padova (1600) originariamente posta nel convento di S.Antonio.
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– Nella chiesa di S.Caterina si trova la statua in marmo di S.Caterina d'Alessandria, alla cui base sono raffigurati momenti della vita della santa. L'opera è attribuita ad A. Gagini (1538).
Nella stessa chiesa si trovano anche un'acquasantiera scolpita e una balaustra marmorea. |
| – Nel Santuario della Madonna della Provvidenza é custodita una statua di San Vincenzo Ferreri, domenicano dei tempi in cui la chiesa era incorporata nel convento (1600); inoltre in diversi altari laterali della chiesa sono stati collocati cinque paliotti in marmi cesellati di diversi colori, risalenti al 1600, che erano posti originariamente nella chiesa di S.Antonio.
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Come raggiungere Montalbano Elicona |
• Autostrada : A 20 Messina-Palermo, uscita svincolo di Falcone.
• Dallo svincolo autostradale di Falcone, in 20' imboccando la strada di 18 Km per Belvedere-S.Barbara-Montalbano e seguendo la segnaletica stradale e la cartellonistica Anci “ Uno dei borghi piu belli d'Italia-Montalbano Elicona”.
• Altre strade : Da Taormina-Giardini percorrendo la strada verso Francavilla e Roccella fino a Montalbano in 60 min d'auto. - Da Catania e dal centro Sicilia, passando per Randazzo, da dove si giunge a Montalbano in 30 minuti d'auto.
• Stazione : scendere alla stazione ferroviaria di Barcellona P.G.
• Aeroporti: da Catania e da Reggio Calabria.
• Distanze chilometriche dai principali luoghi : da Messina km. 80, da Barcellona P.G. Km. 32, da Milazzo km. 38, da Patti km. 30, da Randazzo km.30, da Taormina-GiardiniNaxos km. 80 km.
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