|
Associazione Turistica Pro Loco Roccalumera |
Via Umberto I n. 185 |
98027 - Roccalumera (ME) |
|
|
|
Presidente |
Sterrantino Santa |
|
 |
L'Etna vista fa Floresta |
|
| |
|
|
CENNI STORICI |
Fondata nel XVII secolo e concessa ai feudatari Rocca per sfruttare le cave di allume, un solfato di alluminio e potassio utile come colorante e in medicina, prese il nome dalle miniere ivi presenti, e dal cavaliere Don Giovanni La Rocca, che fondò il primo borgo nel 1608. Il nucleo originario del paese divenne il borgo di San Michele, già abitato nel corso del XIII secolo, epoca a cui risale l’omonima chiesetta. Roccalumera, durante il feudalesimo, fu sotto il dominio di vari feudatari: La Rocca, Ardoino e infine Stagno. Dopo la costruzione dell’Universitas, a “Roccae Alumarie”, comprendente l’odierna Nizza di Sicilia, fu concesso il titolo di Marchesato. Successivamente nel 1816, come gran parte delle Ex Universitae baronali di Sicilia, divenne comune autonomo con l’attuale denominazione. |
| |
DA VISITARE |
Chiesa della Madonna della Catena |
L’edificazione risale al 1893, fu ricostruita successivamente ed ingrandita nel 1937. La chiesa fu costruita su un impianto a croce latina: sulla sinistra si trova un altare dedicato al Sacro Cuore di Gesù, sulla destra è possibile ammirare un dipinto che raffigura S. Teresa del Bambino Gesù. Il soffitto a cassettoni è decorato al centro con dei rosoni. La festa della Madonna della Catena si svolge la prima domenica di settembre con la processione lungo le strade del paese. |
Chiesa della Madonna della Carmelo |

|
Costruita nel 1938, è la principale parrocchia di Roccalumera. L’interno è costituito da tre navate delimitate da colonne. L’altare è in marmo rosa con quattro colonne laterali più grandi e quattro più piccole al centro in stile corinzio. Sulla sommità dell’altare, ai lati, sono scolpiti due angioletti in marmo. Nella navata di sinistra si trova un grande crocifisso in legno di rinomato valore Lungo tutte le pareti si possono ammirare i dipinti raffiguranti la Via Crucis. Il 16 Luglio di ogni anno si svolge la festa dedicata alla Madonna del Carmel, con la caratteristica processione a mare. |
Chiesa Santi Cosma e Damiano |
La Chiesa domina dall'altro la frazione di Sciglio. La celebrazione dei due fratelli, uno medico e l’altro farmacista santificati per le loro doti taumaturgiche, ricorre l’ultima domenica di settembre nella frazione di Sciglio. Un culto antico, particolarmente sentito, che raccoglie fedeli da diverse zone limitrofe. |
Chiesa S.Antonio di Padova |
La chiesa è dedicata al santo patrono di Roccalumera. La festa ricorre il 13 giugno con la messa solenne nella Chiesa delle Suore Cappuccine, la benedizione delle orfane e la distribuzione del pane azzimo benedetto ai fedeli. |
Chiesa del SS. Crocifisso |
Fa parte della parrocchia della Madonna della Catena e risale al 1700. È ubicata nella piazzetta del quartiere Baglio, sovrastata da un piccolo campanile ed un portale in pietra bianca. All’interno si trova un crocifisso un legno di pregevole fattura ed un altare con tarsie marmoree. Adiacente la chiesetta è situata la villa dello scienziato Stanislao Cannizzaro. Un tempo annessa alla villa, la chiesa era riservata come cappella privata. |
Chiesa della Madonna del Rosario |
Nella Frazione Allume si trova la Chiesa della Madonna del Rosario, risalente al 1600, che costituisce uno splendido esempio di Barocco Siciliano. In cima alla collina si possono ancora vedere i ruderi di una chiesa più antica: la Chiesa di San Michele. La ricorrenza si celebra la prima domenica di ottobre, con la processione pomeridiana. |
Chiesa di S. Michele |
Si tratta di una chiesa ad unica navata con volta a botte in muratura di cui esistevano solo la parte absidale e porzioni di muri perimetrali. Al fine di scongiurare la perdita dei ruderi superstiti, si è proceduto ai lavori di restauro, terminati nel 2002. La chiesa di S. Michele ritorna ad essere luogo di accoglienza e di preghiera. L’eloquente silenzio delle casette accanto, ormai ridotte in muri cadenti, rende ancor più suggestivo il risorto sacro edificio e crea una magica e mistica atmosfera. Dal posto elevato si può abbracciare la vallata, dove si adagiano Allume, Sciglio, Roccalumera e l’occhio può seguire un lungo tratto della costa jonica e di quella calabra. |
La Filanda |
La manifattura della seta rappresentò un tempo la principale attività di Roccalumera. Erano attive due filande a vapore, una a monte, di fronte l’attuale posta, ora demolita, l’altra sul lungomare, ancora esistente, di cui è visibile la ciminiera in mattoni. Entrambe risalenti ai primi del ‘900, pare che siano rimaste attive sino al 1945/1946. L’attuale filanda si compone di un ampio edificio a due piani di forma rettangolare. Una serie di finestre ad arco si aprono sul ballatoio in ferro lungo tutta la costruzione. Nella parte retrostante si innalza la ciminiera in mattoni. Il ciclo produttivo comprendeva cinque fasi: la macerazione, per ammorbidire i bozzoli, immersi in acqua saponata ad una temperatura di 60°, la scopinatura, per estrarre i capifilo dalle bave, la taratura, per unire le bave al fine di formare il filo di seta. Dopo queste tre fasi il filato veniva riunito in matasse con l’aspo. La seta grezza poteva così essere tessuta al telaio o sottoposta a due lavorazioni al filatoio: la binatura e la torcitura. L’ultima fase consisteva nella sbiancatura e tintura della seta. La filanda, oggi pericolante, sarà restaurata e destinata ad ospitare un museo della seta. |
La Torre Saracena |
Antica torre di guardia, comunemente detta “Torre Saracena”. La costruzione risale probabilmente all’inizio del ‘400 e non è improbabile che l’aggettivo “saracena” stia per significare “torre antica”. Le funzioni della torre, costruita nei pressi della spiaggia, erano di avvistamento, di prima difesa e all’occorrenza offriva rifugio ai contadini qualora ci fossero incursioni dei pirati. Le segnalazioni di pericolo si effettuavano di giorno con il fumo, e di notte con il fuoco acceso in apposite padelle. Alla torre si accedeva tramite una scala a corda. Scomparso il pericolo dei pirati, la torre fu adibita a torre telegrafo e metteva in comunicazione la contrada detta “Zia Paola”, nome derivato dalla locanda dove i viandanti solevano fermarsi per rifocillarsi, posta sulla Marina di Pagliara, con la cittadina di Barcellona, poco distante da Messina. Nel 1578 la “Torre saracena” presentava una struttura con un tetto conico, due lucernari sulla parte superiore, una porticina d’ingresso al di sopra della zoccolatura e, di fianco, alla stalla per il “cavallaio”, visibile ancora oggi. Dopo il 1830 furono aperte, nella parte superiore, due finestre a sesto acuto in pietra bianca e il tetto fu arricchito da una notevole merlatura che fungeva da terrazzo. La “Torre saracena” è divenuta nel tempo il simbolo di Roccalumera. Salvatore Quasimodo le fu particolarmente legato, dedicandole la poesia “Vicino ad una Torre Saracena per il fratello morto”, riprodotta su una lapide di marmo posta alla base della torre. |
| |
NUMERI UTILI |
Polizia Municipale: Comandante Giuseppe Basile
tel: 0942.74.40.63 |
Farmacia De Luca Maria Licia
Via Nazionale, 356
Telefono: 0942-744002 |
Banco di Sicilia Spa
Agenzia Di Roccalumera
Via Nazionale, 422 - 98027
Credito Siciliano S.P.A
Roccalumera
Via Umberto I,502/B - 98027
Poste Italiane Spa
Roccalumera
Via Umberto I, 582 - 98027
|
|
|