Associazione Turistica Pro Loco Sinagra
Via Vittorio Veneto n° 46
Sinagra (ME)
Tel/fax 0941/595018
Presidente
Rag. Vincenza Mola
Sindaco : Gaetano Scarso
Telefono e fax comune : 0941594016 - 0941594372
E- Mail : sindaco@comunedisinagra.it
Sito internet : www.comunedisinagra.it
Popolazione : 3000 abitanti
Altitudine : 250 – 1000 m . s.l.m.
Estensione : 23,92 Kmq
 
ELETTO IL NUOVO DIRETTIVO DELLA PRO LOCO
Enza Mola confermata Presidente

Giorno 17-02-2010 è stato eletto in nuovo direttivo della Pro Loco composto anche questa volta da sole donne: Enza Mola Presidente, Manuela Mola Vice Presidente, Stefania Sauta Segretaria, Elisa Galvagno – Manera Marilena e Angela Vinci Consigliere.
Negli ultimi otto anni, malgrado le condizioni economiche precarie di questa Associazione , la Presidente Enza Mola ha dato un’ impronta particolare distinguendosi sia per l’impegno culturale, sia per la capacità di coinvolgimento non solo di personaggi facenti parte del territorio nebroideo, ma anche di personalità illustri  di fuori provincia ,contribuendo a far conoscere Sinagra  con le sue tradizioni e tipicità.
Le donne elette ai vertici di quest’ Associazione, cercheranno di contribuire alla promozione del territorio. Siamo convinte che le donne al vertice (purtroppo poche) di qualsiasi organizzazione o azienda , malgrado le difficoltà che affrontano quotidianamente, sono sempre vincenti perché hanno una determinazione e uno spirito di sacrificio con cui riescono a conciliare  lavoro e affetti
.

Il Nuovo direttivo: Enza Mola Presidente, Manuela Mola Vice Presidente, Stefania Sauta Segretaria, Elisa Galvagno – Manera Marilena e Angela Vinci Consiglieri.
 
IL COMUNE DI SINAGRA RICEVE UN PREMIO AL CAMPIDOGLIO

Ritira  il premio la dipendente Vincenza MOLA nonché Presidente della PRO LOCO di Sinagra, delegata dall’Amministrazione, che in questi anni si è attivata  con la manifestazione il “Balcone Fiorito” ed il  “Comune Fiorito”

Un Bosco per Kyoto 2010, la cerimonia si è tenuta martedì 12 gennaio 2010 a Roma,  in Campidoglio
 
 
 
Sinagra: cenni storici

Veduta panoramica di Sinagra (ME)

Sulle sponde del torrente Naso al riparo di due contrafforti,tra il verde intenso dei noccioleti e lo scrosciare di acque cristalline, si distende Sinagra,antico centro dei Nebrodi.

L'ubicazione a ridosso della fiumara, un tempo navigabile e quindi unica via di comunicazione tra l'entroterra ed il mare, fa supporre che Sinagra sia stato uno dei primi insediamenti dell'area nebroidea.

Circa l'origine latina del nome del paese non dovrebbero sussistere dubbi, poiché tale nome richiama,nella prima parte, la posizione geografica dell'abitato,posto in una insenatura, cioè in un “Sinus”. Dubbi sussistono sul significato da attribuire all'altra parte del nome del paese che potrebbe riferirsi ad “Agri”da “Ager”, campo, quasi ad indicare il campo presso l'insenatura del fiume, ovvero potrebbe derivare da “Acrius”, cioè gagliardo,e riferirsi all'impetuosità della corrente, in corrispondenza dell'insenatura. Ad altri viene più naturale pensare alla voce “Agger”, argine, sicché Sinagra deriverebbe il suo nome da “Sinus aggeris”, cioè l'insenatura arginata. Guardando bene alla posizione del paese, infatti, si nota che la sua parte più bassa è proprio su un terreno conquistato al fiume per mezzo di un argine,che ancora oggi esiste.

Circa l'origine del paese non ci si può che affidare alla tradizione locale secondo cui, verso la fine dell'800 d.C. ,

alcuni pastori che si incontravano nel luogo dove oggi sorge il paese, anche per abbeverare le loro greggi, al fine di ripararsi dalle intemperie costruirono delle capanne, che col tempo vennero sostituite dalle case. Tali case via via si accrebbero sino a formare un piccolo borgo, sovrastato da un castelletto baronale posto sulla collina che sorge quasi dal letto del fiume. Le prime notizie documentali su Sinagra, tuttavia si riferiscono al 1082 “quando fu ricordata in un privilegio del conte Ruggiero”e inoltre con il nome di Senaria, fu citata in una “Bolla”del Papa Eugenio III, che la incluse fra i casali della Chiesa di Messina.

Estinti i Normanni, la Sicilia venne in mano agli Svevi e l'Imperatore Federico II volle prendere per sé nel 1246 la terra di Santa Lucia Del Mela,appartenente al Vescovo di Patti, quindi diede in cambio la terra di Sinagra, con tutto il suo territorio e i diritti feudali.In potere al Vescovo di Patti, Sinagra durò fino al 1282.

Dopo i Vespri Siciliani, le terre tolte ai francesi furono divise e assegnate ai nuovi feudatari. Il territorio di Sinagra fu restituito alla famiglia Lancia, marchesi del Vasto e del Monferrato, che lo aveva perso qualche anno prima a conclusione delle sanguinose lotte tra Angioini e Svevi. Sotto il dominio dei Lancia, la nuova baronia conobbe un lunghissimo periodo di splendore. Fu ampliato il castello, costruite chiese, conventi e dato impulso alle attività produttive. Nel 1460,la baronia era talmente potente da avere concessa da re Giovanni “la giurisdizione criminale sulla zona per sé e per i suoi eredi, sicchè…potè farvi erigere le forche che erano il segno dell'assoluta sovranità baronale”.

Dal XVI secolo, a governare la baronia di Sinagra fu la famiglia Afflitto. Quest 'ultima, legata più al feudo di Mezzagno che avrebbe voluto trasformare in principato, cedette Sinagra ai Ventimiglia, già signori del centro nebroideo. In seguito,mancando eredi maschi, con il matrimonio tra Laura Ventimiglia e Girolamo Ioppolo, nel 1595 la baronia passa a quest'ultima famiglia che unisce così sotto un unico dominio Sinagra e Naso.

 

Tra alterne vicende, la baronia rimase nelle mani della nobile famiglia fino all'abolizione dei diritti feudali, nel 1812, anno in cui Sinagra divenne comune autonomo.

La nuova condizione favorì la crescita urbanistica ed economica del paese, ma il 6 gennaio del 1827, una disastrosa alluvione e lo straripamento del fiume provocarono ingenti danni e la distruzione di numerose case e chiese. Non ancora sanate le ferite dell'evento calamitoso,appena dieci anni dopo un'altra alluvione spazzò via numerose abitazioni. Il paese fu in gran parte ricostruito assumendo l'attuale tipologia urbanistica.

Nel 1840, cominciarono le cospirazioni e le lotte per l'indipendenza Siciliana, che scoppiava con la rivoluzione del 1848, ed allora anche Sinagra formò una squadra guidata da Alberto Ioppolo e Alberto Salleo, raccolsero intorno circa 500 uomini e si recarono a Brolo, dove si temeva lo sbarco dei Borboni, ma ciò non avvenne.

Nel 1860, il 4 aprile, e dopo la venuta di Garibaldi, fu proclamata la libertà, e a Sinagra si fecero delle feste e delle dimostrazioni, poiché l'Unità d'Italia segnava la fine dell'epoca baronale.

Il nuovo secolo vide impegnata la popolazione nella modernizzazione del paese con la costruzione di opere di pubblica utilità. Oggi Sinagra è una cittadina vivace che scommette il suo futuro sullo sviluppo dei servizi, sull'ambiente e sul turismo.

 

…Sinagra ……. Dove…

 

Situata sul versante tirrenico della Sicilia, in Val Demone, tra Ficarra e Raccuja, Sinagra si distende in una fertilissima vallata della catena dei Nebrodi sulle sponde del torrente Naso.

Feste, tradizioni e cultura a Sinagra
Carmelo Ballato
Carmelo La Cava
Emanuela Giuffrè

Alcune feste ricorrenti nell'arco dell'anno costituiscono momenti di particolare animazione. A carnevale le maschere affollano le strade, mentre vengono organizzati balli e sfilate con carri allegorici.

 

Le tradizioni di Sinagra sono soprattutto a carattere religioso. L'interesse ruota intorno alle celebrazioni del Patrono San Leone .La ricorrenza del Santo cade il 20 febbraio, ma per antichissima usanza si festeggia il lunedì dell'Angelo,l'8 maggio e la prima domenica di novembre,con grande partecipazione di popolo e con sfilate di bande musicali, processioni,illuminazioni e conclusivi giochi pirotecnici. Fanno parte dei festeggiamenti i cosiddetti “miracoli”di Santu Liu (come viene denominato il santo nel dialetto locale), consistenti in spostamenti fatti di corsa della pesante statua del Santo,devotamente portata a spalla dai fedeli,al grido di”viva Santu Liu”, che prorompe dalla folla.La sera di Pasqua si svolge una fiaccolata molto suggestiva, in occasione del rientro della statua dalla chiesetta di campagna alla Chiesa Madre, con la spettacolare traversata del fiume accompagnata da spari di mortaretti.

Altre ricorrenze si svolgono durante l'anno.

•  6 gennaio: processione delle famiglie con Gesù Bambino

•  Venerdì Santo: Via Crucis per le vie del paese

•  Corpus Domini: processione e benedizione eucaristica nei quartieri del paese

•  A giugno: festa e processione dell'Immacolata

 

Alle tradizionali feste religiose vanno aggiunte le numerose sagre organizzate annualmente dall' Associazione Turistica Pro Loco fra luglio e agosto, alle quali si affianca un cartellone ricco di manifestazioni (che vanno dal teatro alla musica, al folklore, agli eventi sportivi) che vivacizza la fresca estate sinagrese.

 

Sagra dell'anguilla : da tempo immemorabile nel periodo di maggio il torrente Naso si popola di centinaia di persone impegnate nella pesca delle anguille, rimaste intrappolate in piccoli stagni. L'abbondanza della pesca, oggi solo un ricordo, viene puntualmente rievocata dalla tradizionale sagra. L'anguilla, che viene cucinata in mille modi, richiama molti buongustai dai centri vicini.

- Balcone fiorito: giunto alla terza edizione

- Caccia al tesoro

- Mostra artigianato locale

- Torneo di scacchi

- Torneo di calcetto

- Corrida

- Rana d'oro

- Vetrine in festa

- Convegno sul nocciolo dei Nebrodi

- Palio dei cavalieri dei Nebrodi

- Sfilate abiti internazionali

- Sfilata abiti da sposa “sarta Rosina”

- Sagre: ortolano, maccheroni, birra, ricotta, gelato, agrumi, “pani cunzatu”, salsiccia

 

Artigianato: tra i prodotti dell'artigianato locale si segnalano i ricami fatti a mano, lavori all'uncinetto o al chiacchierino di pregevole fattura, tramandati di generazione in generazione. Ancora oggi infatti, qualche “signora”del paese si diletta nell'arte del ricamo e del cucito, insegnandola anche ad altre, per poter abbellire con questi lavori le proprie case. Interessanti inoltre i lavori in legno eseguiti con grande maestria dai falegnami del paese, ai quali si aggiungono quelli in ferro battuto.

 

Piatti tipici: la cucina sinagrese è ricca di piatti genuini della tradizionale gastronomiasiciliana Oltre ai prodotti tipici della pastorizia (formaggi stagionati e ricotta) e a tutti i derivati dell'allevamento di bovini, ovini e suini (salumi, pancetta ecc.), la cucina sinagrese è caratterizzata dai sapori forti e da ricette originali, legate soprattutto alla cultura contadina e della fiumara. Pomodori succosi e grandissimi, verdure fresche e tenere per insalate e contorni di stagione. Da non dimenticare i sott'olio e sott'aceto. La cucina locale propone piatti anche a base di carne: conosciuto ed apprezzato è il castrato alla brace, che ben si accompagna con un corposo “rosso” di vitigni locali.Ottimi i maccheroni “fatti a mano” alla sinagrese, conditi con sugo di maiale, gli antipasti rustici, il pollo alla brace, le specialità a base di funghi e i prodotti caseari. A Sinagra operano bravissimi fornai che riempiono l'aria dell'odore fragrante dei biscotti e del pane. Famoso quello infornato nel forno a legna come facevano le nostre nonne e, infatti, in molte famiglie questa tradizione continua tramandata da madre a figlia. Da ricordare infine i dolci esclusivamente di produzione artigianale, come le speciali granite, la caratteristica torta di nocciole ed i gelati, tra questi famoso è quello al gusto di nocciola, prodotto dal Bar-Pasticceria Calamunci, che ha conseguito nel 2001 il primo premio nel concorso internazionale di Rimini.

 

Prodotti tipici: Sinagra basa la sua economia sull'agricoltura e in particolare sulla produzione di olio, agrumi, nocciole, cereali, frutta e verdure. Si trovano infatti stabilimenti per la lavorazione delle nocciole nonché moderni frantoi, alcuni dei quali saranno presto muniti di linea d'imbottigliamento di olio extravergine di alta qualità.

 

Turismo a Sinagra
 
Il Castello
 
Sarcofago
     
 
villa comunale
 
Ponte di Cigni
     
 
Pino secolare
 
Ulivo secolare
 

A testimonianza di un passato di fasti e di gloria, Sinagra conserva ancora numerose e significative presenze artistico-architettoniche.

Agli occhi del visitatore Sinagra si presenta con i suoi caratteristici vicoli medievali, circondata da antichi palazzi di nobili origini, da splendide Chiese, dal castello cinquecentesco.

 

La Chiesa Madre, dedicata a San Michele Arcangelo, è forse l'elemento più importante. Di epoca seicentesca, l'edificio Sacro presenta una pianta a croce latina con navata unica incrociata dal transetto. In stile dorico le colonne. Più volte, nei secoli la chiesa ha subito rilevanti danni. Dalle cronache del tempo si ricava che nel 1840, per volontà dell'arciprete Don Antonio Ficarra, la chiesa fu completamente restaurata. Una lapide posta sulla porta maggiore, ricorda che nel 1870, per iniziativa di don Vincenzo Ioppolo, la matrice fu ridipinta, decorata con stucchi e marmi e dotata di un maestoso organo a canne. Oggi la chiesa custodisce gelosamente un prezioso trittico in marmo di Giacomo Gagini, datato 1542, raffigurante gli Apostoli nella parte inferiore, la Madonna della Catena, San Giovanni Evangelista e San Michele Arcangelo. E' da ammirare la statua marmorea della Madonna della Natività, la statua lignea di San Leone Vescovo,patrono di Sinagra.

 

Più antica e, forse, artisticamente più pregevole è la Chiesa del Crocifisso con l'annessa torre campanaria di età medioevale. Di probabile epoca cinquecentesca la chiesa presenta una rarissima tipologia a due navate con una successione di colonne e archi in pietra abilmente lavorata dai famosi maestri scalpellini dei Nebrodi. All'interno si trova una statua in marmo di Santa Caterina, attribuibile alla bottega del Gagini. Un Cristo ligneo, forse quattrocentesco, si trova custodito in un artistico armadio decorato con bellissimi dipinti, raffiguranti scene della passione di Cristo. Altri due dipinti, San Giovanni e l'Addolorata, si rivelano aprendo le ante dell'armadio. Sul sovrastante baldacchino si apprezzano dipinti, un Padreterno e sei Angeli. Interessante è anche una tavola del seicento con la Madonna e le anime del Purgatorio.

 

La chiesa di Santa Maria : antico rudere sito in contrada Mezzagosto che sembra appartenere, dagli elementi ancora leggibili, al periodo paleocristiano.Al suo interno è possibile apprezzare un Sarcofago in arenaria, unica ed importante testimonianza dell'arte e della cultura bizantina. Il manufatto presenta pianta regolare e coperchio a spiovente. Sul fronte è intagliata da una sequenza di cerchi con all'interno i simboli dei quattro evangelisti ed al centro l'Agnello Mistico. I cinque medaglioni sono collegati ad intreccio con orticoli ornati da una rosetta stilizzata. Secondo la tradizione si soleva riesumare, a scopo propiziatorio, le spoglie conservate nel sarcofago collocato a terra per favorire la pioggia nei periodi di siccità. Il sarcofago mostra rilevante interesse non solo storico-architettonico, ma costituisce l'unica testimonianza nel territorio della provinciali questo particolare aspetto della cultura bizantina.

 

La chiesa di San Leone: la devozione popolare dei Sinagresi è rivolta a San Leone, Vescovo di Reggio Calabria e Catania. Secondo la tradizione il Santo visse a Sinagra abitando in una misera grotta, sulla quale poi fu eretta una piccola chiesa che verso la metà del 1700 venne distrutta dal terremoto e sostituita da un'altra chiesa ancora oggi esistente. La piccola chiesa di San Leone si trova nell'omonima contrada e all'interno viene conservato il simulacro del Santo per buona parte dell'anno.

 

La chiesa di Sant'Antonio è collocabile tra il 1500 e il ‘600 ed è caratterizzata dagli spigoli esterni in pietra intagliata.

 

La chiesa dell'Addolorata , piccola struttura ad unica navata della seconda metà del XIX secolo.

 

La chiesa S.S. Maria del Rosario; situata in contrada Limari.

 

La chiesa di S. Giovanni Battista situata in contrada Martini.

 

Il Castello : il castello baronale, che a distanza di secoli, conserva ancora la torre con orologio, buona parte delle mura perimetrali, e parte di un cortile, fu abitato da varie famiglie (i Branciforte Lancia, gli Afflitto, i Ventimiglia, gli Ioppolo, i Sandoval). L'ultima abitatrice fu Marianna Ioppolo, sposa al duca di Misterbianco.

Situata proprio sotto il castello , ai piedi della collinetta, si trova la piccola Grotta del Beato Diego. Di esso si sa che era nativo di Sinagra e che si ritirò a vita eremitica in questa grotta per servire Dio con preghiere, digiuni e penitenze. All'interno della grotta, sette palmi alta e sette lunga, vi sono un letto e un inginocchiatoio che egli scavò nella roccia con le proprie mani. La grotta è meta di pellegrini, i quali si siedono sopra la pietra dove egli dormiva, pregandolo e ringraziandolo per le grazie ricevute.

 

Di grande valore artistico sono i ruderi del Convento dei Carmelitani sito vicino all'attuale campo sportivo. Il Convento è stato fatto costruire da Antonio Lancia nel 1400, intitolato alla Vergine Tutelare dell'ordine, con annessa la chiesa di cui oggi esistono solo pochi ruderi.

 

I Palazzi Di grande pregio storico-architettonico sono gli antichi palazzi nobiliari, che si affacciano sull'intricato dedalo di vicoli del centro storico, testimonianza di un passato e di un ruolo certamente importanti di Sinagra: Palazzo Ioppolo, Palazzo Salleo, Palazzo Don Carlo ed altri ancora.

 

Biblioteca: Il comune di Sinagra ha dedicato la propria biblioteca a Beniamino Joppolo , discendente dell'omonima famiglia che dal 1595, ebbe in possesso la baronia del paese, per onorarne la memoria ed esaltare l'opera veramente geniale di questo scrittore che ha dedicato molte pagine dei suoi libri a Sinagra.

 

Parco Merendino: Sinagra gode di un parco suburbano immerso nella natura, non lontano dal paese. Intorno imperano uliveti e noccioleti, risorse primarie del paese. L'incantevole scenario naturale offre lunghi viali, in cui effettuare passeggiate salubri, e piccoli rifugi incorniciati dal verde della vegetazione.

 

Monumenti : nel 1982, per volontà della Civica Amministrazione, Sinagra è stata dotata del monumento ai Caduti, un'imponente opera marmorea, realizzata dallo scultore Giovanni Torres, e raffigurante due colombe che svettano dai bracci di un vomere, simbolo della libertà e del lavoro. Sul basamento è scritto: “La vita è il prezzo della libertà”, frase detta dal Presidente della Repubblica, Sandro Pertini, su richiesta del Consiglio Comunale Sinagrese.

 

Il monumento all' Emigrante realizzato dallo scultore Giuseppe Brancato e dedicato agli emigranti che da Sinagra si sono trasferiti altrove.

Come raggiungere Sinagra

In Auto: Autostrada Messina-Palermo A-20

svincolo di Brolo - proseguire sulla S.S113

direzione Palermo,a 5 km al bivio Ponte Naso

imboccare la strada provinciale Sinagra - Raccuja

percorrendola per 7 km si arriva nel centro abitato

di Sinagra.

In Treno: Stazione delle f.s: Linea ferroviaria Messina-Palermo

Collegata da treni regionali ed espressi

con fermate: Brolo (km 12) - Capo D'Orlando (km15)

In Aereo: Aeroporto di Catania “Fontanarossa”

Aeroporto di Palermo “Falcone-Borsellino”

Aeroporto di Reggio Calabria “Dello Stretto”

Distanze chilometriche dai principali luoghi

Da Sinagra è possibile raggiungere……

•  Capo D'Orlando km 15

•  Brolo km 12

•  Gliaca di Piraino km 13

•  Gioiosa Marea km 14

•  Patti km 32

•  Barcellona km 36

•  Sant'Agata km 30

•  Milazzo km 45

•  Messina Km 107

•  Catania Km 147

•  Palermo Km 160

3/9/10
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