Associazione Turistica Pro Loco Spadafora
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Presidente
Piero Giacobello

Spadafora: il Castello

 
Dal 21 al 26 settembre 2009

QUINTA edizione dell’Estemporanea di Pittura

“Monumenti e Scorci Paesaggistici di Spadafora”
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Spadafora - Cenni storici
Spadafora - Via Nazionale

La storia del Comune di Spadafora è collegata a quella dei feudi di S. Martino e di Venetico, e alle vicissitudini storiche della famiglia Spadafora, che ne resse le sorti per diversi secoli e che intorno alla seconda metà del Settecento fondò il paese omonimo.

Pur avendo traccia della presenza umana sul territorio durante il periodo romano, confermata dal ritrovamento di una fornace per la costruzione dei laterizi, segnalata dal Griffo nel 1946.

Non ci sono altre notizie fino al 1273, quando sotto il regno di Carlo d'Angiò attraverso la ripartizione di collette e la distribuzione di monete, nel computo dell'amministrazione angioina vediamo comparire tra i casali della piana di Milazzo, San Martino. In quest'epoca si era appropriato del casale il milite messinese Roberto di Mileto, il quale l'aveva sottratto al regio demanio.

Altre notizie risalenti all'epoca medievale ci segnalano che ai tempi di Federico II d'Aragona, il feudo di San Martino era formato da cinque casali: S. Anna, Grippani, Ricoli, Partiniti e Floccari, ed apparteneva al messinese Francesco Romeo, cui successe il figlio Raimondo, il quale nell'ottobre 1342 sotto il regno di re Ludovico, aderì alla congiura dei feudatari Messinesi contro la Corona e per la sua fedeltà a Matteo Palizzi, fu privato del feudo e condannato a morte. Il feudo, tornato al regio patrimonio fu poi venduto, per la somma di 40 onze al giudice Francesco Spina che ne ricevette l'investitura l'11 luglio del 1343.

Alla morte di Francesco Spina il feudo di San Martino fu trasmesso alla figlia Costanza la quale aveva sposato Rinaldo Lancia, da cui era nato, Francesco, che ereditò il feudo il 10 ottobre 1353.

Morto Francesco Lancia, il feudo di S. Martino passò al figlio Rinaldo II, con l'obbligo

San Martino

del servizio militare. Intanto, il vicino feudo di Venetico, che era appartenuto alla famiglia Aldoino estintasi senza eredi era stato incamerato dalla real corte e venduto da Re Alfonso d'Aragona a Corrado Spadafora il quale, alla sua morte trasmise al figlio Federico il feudo di Venetico che nel frattempo era stato elevato a Baronia.

Federico Spadafora, a sua volta il 2 marzo 1459, acquistò da Rinaldo II Lancia il feudo di San Martino con tutte le sue pertinenze, pagandolo 266 onze.

 

Con Federico Spadafora, i due feudi di San Martino e di Venetico unirono la loro storia sotto la signoria della famiglia Spadafora che resse le sorte per circa quattro secoli.

L'area di questi due feudi comprendeva anche la zona costiera ove sorge l'attuale abitato di Spadafora, che in quell'epoca era quasi del tutto deserta. Il pericolo delle incursioni piratesche, che per molti secoli sconsigliò la frequentazione delle coste un po' in tutta la Sicilia non impedì tuttavia che la spiaggia di Spadafora fosse utilizzata come caricatoio di merci. Esisteva in questo luogo un antico fondaco che veniva utilizzato dai centri collinari di S. Martino, Venetico e Rometta. Alla fine del Cinquecento, Camillo Camilliani, nella sua descrizione delle coste della Sicilia descrive e disegna il fondaco di Spadafora con la sua torre e propone di inserirlo nel sistema delle torri di avvistamento costiero. Sulla spiaggia di Spadafora per lungo tempo si effettuò il carico e lo scarico di merci che via mare partivano e arrivavano da Milazzo e Messina, e qui, intorno alla fine del XVI secolo fu costruito il primo nucleo del castello palazzo di proprietà della famiglia Spadafora, forse addirittura su quella che fu la

Spadafora - Il castello
Il Castello
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Cartolina annullo Postale - Castello

torre del fondaco. L'edificio, nel tempo ha subito vari ritocchi che lo hanno portato a ad assumere sempre più le caratteristiche di palazzo, al quale sono state aggiunte le  caratteristiche quattro speronature angolari sormontate da garitte, che gli danno l'aspetto di castello.

Nella seconda metà del Settecento, per volere di Gualtiero Spadafora, si cominciò a popolare il territorio circostante il castello, davanti al quale passava anche la strada che conduceva a Messina la quale con il passare del tempo è stata il volano che ha consentito lo sviluppo demografico di Spadafora che nell'Ottocento acquistò una certa importanza anche amministrativa diventando Comune che comprendeva anche San Martino, sede della Dogana e dell'Officina di Posta alla quale facevano capo tutti i paesi dei dintorni, e da qui si arriva fino ad oggi senza momenti particolari da segnalare.

Economia e prospettive.

Un tempo l'economia locale si basava principalmente sull'agricoltura dell'entroterra e sulla pesca lungo la costa, inoltre, una certa importanza economica era data dalla presenza di un caricatoio di merci del quale si servivano i paesi del vicino entroterra. In epoca moderna, la costruzione della Strada Statale 113, richiamando gli abitanti dei centri collinari ha favorito lo sviluppo urbanistico di Spadafora e ha decretato la cessazione della sua funzione di caricatoio, anche le attività legate alla pesca sono diminuite d'importanza. Oggi l'economia locale si basa principalmente sulle attività commerciali e sul turismo estivo che si cerca di incrementare.

Feste e tradizioni a Spadafora

Tradizioni Religiose

La devozione a San Giuseppe, patrono di Spadafora,si celebra con festeggiamenti la domenica successiva al terzo giovedì di luglio, in coincidenza con la tradizionale fiera del bestiame. Il momento più significativo e più partecipato dei quattro giorni di festa è la domenica pomeriggio, quando la statua di San Giuseppe ornata di fiori , in mezzo alle autorità civili e religiose, alla folla dei fedeli e alla banda musicale , viene

Annullo Postale San Giuseppe

letteralmente contesa per il trasporto. La statua, dopo aver fatto un lungo giro per le vie del paese, viene rivolta verso il mare per la benedizione , poi fa trionfale ritorno nella chiesa di San Giuseppe,di fronte al castello, accolta dalle campane che suonano a festa.

 

Inoltre nella Frazione San Martino l’11 novembre si festeggia il santo Omonimo con la celebrazione e la processione per le vie del paese. La sera i festeggiamenti proseguono con la sacra  di caldarroste, e/o salsiccia innaffiato dal vino novello.

Manifestazioni
Estemporanea  “Monumenti e scorci paesaggistici” si sono realizzate già tre edizioni e si intende realizzare la quarta nel prossimo settembre.
Nell’ambito dell’estate spadaforese la Pro Loco ha organizzato negli ultimi tre anni la Rassegna teatrale “  Il  Percorso  della  Memoria  Dottor Antonino  Giunta”  e anche quest’anno si intende realizzare la quarta edizione.

Turismo a Spadafora

TURISMO, VALORIZZARE GLI ITINERARI DEI CASTELLI

Valorizzare i castelli dei peloritani al fine di favorirne la loro fruizione turistica.In tal senso sarà opportuno varare una strategia comune tra tutti i centri che ospitano tali antichi manieri per promuovere poi l'offerta turistica.

Villa Cordaro
Villa Cordaro

Un impegno ambizioso quello lanciato dal presidente della Pro Loco di Spadafora, Piero Giacobello nel corso del convegno promosso al Castello di Spadafora sul tema “Castelli e Cavalieri”.Tra stemmi e armature (lavori di Provy Munafò, Natale Stornante, Pippo Amato), l'avvicendamento di qualificati relatori, sono state tracciate interessanti linee guida che se recepite potranno veramente rivelarsi efficaci.

Ad aprire i lavori lo storico Pippo Pandolfo che ha trattato accuratamente l'evoluzione funzionale dei fortilizi, dalla difesa dei feudi e delle coste, alla tipologia residenziale.Evoluzione alla quale si lega la trasformazione etico-professionale del cavaliere “figura prestigiosa al servizio della giustizia”, secondo il Grand'Ufficiale Silvano Villanti, prima guerriero a cavallo, poi rappresentante d'élite, sotto l'influenza di chiesa e aristocrazia.E dai cavalieri di mischia, spesso vittime di “ferro amico” si risale, come ha rilevato il Barone Arturo Nesci di Sant'Agata (studioso di araldica), alla nascita di stemmi per l'identificazione e relativi scudi con la loro simbologia ornamentale(raffigurazioni geometriche o di animali, come orso, leone, aquila).

Si evocano gli scontri di religione, le crociate e, un ruolo importante, evidenzia, il comm. Andrea Bombaci, assumono i Templari, cavalieri per antonomasia, al centro di vicissitudini e conflitti tra “trono” (re Filippo il Bello) o “altare” (papa Bonifacio VIII ), infine latori di una lunga maledizione con l?arresto ( Parigi, 1304 ).

Molte le testimonianze d'arte lasciate a Messina dai Templari, illustrate dall'architetto Nino Principato.Il sindaco Giovanni Giaimis, il presidente del consiglio provinciale Pasquale Monea, la delegata peloritana dell'istituto dei Castelli Michaela Stagno D'Alcontres hanno condiviso le linee gestionali della Soprintendenza dei Beni culturali di Messina, tracciate dalla rappresentante Caterina Di Giacomo, di un “uso coulato dei beni architettonici in una strategia di intese con gli Enti”.<<Si creerebbero in questo modo – ha detto il presidente regionale dell'Unpli, Antonino La Spina – ricadute sul piano sociale, economico ed occupazionale>>, ricordando altresì come Spadafora è già inserita nel tour dei Castelli.

Insomma la strada sembra avviata ma sarà importante la concertazione tra le parti.Diversamente si continuerà ad operare sfilacciati con i risultati che fino ad ora sono sempre mancati.

Come raggiungere Spadafora

In auto: percorrere l'autostrada A/20 uscita svincolo Rometta, proseguire lungo la S.S.113 direzione Milazzo
 
In treno: utilizzando la stazione ferroviaria di Spadafora. Treni regionali assicurano collegamenti con Messina e Palermo.
 
In aereo: utilizzando gli scali aeroportuali di Reggio Calabria e Catania, collegamenti a Spadafora con treni e pullman da Messina

In Pullman: tramite le compagnie A.S.T., Giunta, T.a.i. e Campagna&Ciccolo che assicurano collegamenti con Messina e provincia

Ospitalità a Spadafora

B&B Alexander Beach via Vincenzo Monti 11 B, www.alexander-beach.it 3358435771

Ristoranti e Pizzerie:

Pesce, Spiaggia e Fantasia via Lungomare  0900029633

La Corte dei Principi, via Trappeti

(San Martino a 3,5 km da Spadafora) 0909928635

Jazz Club di Ettore D'amico via Arcipretato 0909941268

Pizzeria Splash, via Lungomare  0909942098

Pizzeria Tre Stelle, via Nazionale  0909943019

Pizzeria-Rosticceria "La Capanna" Via Nazionale  0909941093

Bar Pasticcerie e Rosticcerie:

Bar Al Castello, via Nazionale 0909929589

Bar Pasticceria Miceli, via Nazionale 0909941311

Bar Ruggeri, via Nazionale 0909941080

Bar Inferrera, via Nazionale 0909942800

Bar Tre Stelle, via Umberto I 0909943019

Bar Miceli Beach, via Lungomare 090 9920775

Pizzeria-Rosticceria Pizzeria Italia,

via Vittorio Emanuele  3314060004

Pub Hollywood, via Umberto I  0909943019

 
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